Il Requiem della rinascita

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-di Graziella Di Grezia

Questo requiem è un’ emozione da vivi e per i vivi, è l’esempio che da un evento drammatico e immodificabile si possano aprire scenari dei più disparati e complessi, quale la vita che è stata attraversata e il ricordo multiforme che si fa spettacolo.

Ci sarà questa sera, ore 20, nel rinnovato Teatro di San Carlo La prima del Requiem di Mozart nell’ allestimento Pichon (direttore)/Castellucci(regista), nella versione teatrale e danzata, creata dal regista per il Festival d’Aix-en-Provence nel 2019.

La prova generale della scorsa domenica ci ha consentito di apprezzare in anteprima la magnificenza di una produzione dalle molteplici sfaccettature che si fanno tutt’ uno con il coro e con l’ orchestra: la regia, le scene, i costumi, le luci, la coreografia.  Una summa di arte che fa rinascere una messa, notoriamente incompiuta.

Lo scenario iniziale è quello di un’ anonima quotidianità di una serata dal grigiore emotivo col sottofondo di una sigla da telegiornale; una scomparsa anonima e silenziosa in un sonno profondo che svela dopo di sé il nero assoluto dei veli che ricoprono  gli oggetti scenici.

Nel Miserere il coro che veste i panni dell’ uomo di ogni giorno crea orizzontalità nei movimenti  lenti e decisi delle braccia e mentre scorre sul fondo l’atlante delle grandi edizioni, un susseguirsi di tutto ciò che si è estinto (animali, religioni, lingue, architettura).

Intanto il nero assoluto si dissolve in un bianco assoluto che si incrocia tra le generazioni, lasciando avanzare una bambina che sarà preda di un delirio di colori, infine esposta sul fondale bianco.

Lo scorrere del coro che con la loro bravura rende il “Dies irae” un girotondo della vita: è un incrocio di anime che insistono sulla scena in un costante e rituale movimento che si oppone in modo deciso alla immobilità della morte.

Un bambino che entra in scena giocando a pallone con un teschio e che ritorna al termine dello spettacolo per far vincere su tutto il silenzio, è una sublime voce bianca che restituisce innocenza alla severità della composizione.

Ritornano gli eventi drammatici, un’ auto che investe innumerevoli vite umane in una scena che si ripete sempre uguale e sempre diversa; la sagra della primavera che dona colore e ritualità, riportando un emblema delle “intrecciate” che rappresentano momenti di vivacità nelle tradizioni folkloristiche.

Il palco si fa un luogo vissuto, ricoperto dalla terra e attraversato da uomini nudi che avanzano in massa.

Al termine, tutto si dissolve nel pianto di un neonato che genera la speranza di una rinascita.

Un evento coinvolgente emotivamente grazie alla bravura di tutti gli artisti, in cui il classico si fonde con la complessità di una vita prima e dopo la morte.

 

Wolfgang Amadeus Mozart 

REQUIEM

Direttore | Raphaël Pichon

Regia, Scene, Costumi e Luci | Romeo Castellucci

Associate Director and Costume Designer | Silvia Costa

Dramaturg | Piersandra di Matteo

Coreografia | Evelin Facchini

Collaboratore luci | Marco Giusti

 

Interpreti

Soprano | Giulia Semenzato

Mezzosoprano | Sara Mingardo

Tenore | Julian Prégardien

Basso | Nahuel Di Pierro

Singing child | César Badault

 

Ensemble Pygmalion

 

Orchestra e Balletto del Teatro di San Carlo

Direttore del Balletto | Clotilde Vayer

 

Produzione del Festival International d’Art Lyrique d’Aix-en-Provence in coproduzione con La Monnaie / De Munt, Adelaide Festival, Theater Basel, Wiener Festwochen e Palau de las Arts Reina Sofia di Valencia

 

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