“Res, lo stato delle cose” di Antonio Biasiucci

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Antonio Biasiucci è una tra le principali figure della fotografia in Campania.

“Res, lo stato delle cose” è il quarto libro di un percorso visionario che comprende altri tre volumi (Corpus, Magma e Vacche), che vuole analizzare la nostra intimità attraverso gli oggetti e le cose del quotidiano. Dai corpi nudi, dalle trame della pelle e dalle scaglie del pane, ai vulcani e agli immensi panorami del corpo delle vacche, ci muoviamo ora tra le teche dei musei scientifici di animali impagliati, inciampiamo nei reperti di Pompei, ci appaiono ingranaggi, ferri, acciai, sguardi immobili e calchi, all’apparenza impossibili, di figure antropomorfe: tutto emerge dalla penombra come le metamorfosi di un mondo in continua e pulsante trasformazione, passato, presente e futuro sono rimescolati senza soluzione di continuità. L’obiettivo riscrive la natura delle cose e gli elementi primari si mescolano con la memoria delle origini. Intrecci, rimandi, intersezioni di materia, ci offrono la meraviglia di uno sguardo nuovo di fronte al creato.

Il volume rimanda molto a Eden di Mimmo Jodice, ma lo stile di Biasiucci si differenzia moltissimo, e la lettura dei due volumi rende ancora meglio l’idea a quelli che abbiano ancora qualche dubbio, su come imprimere il proprio stile e la propria forza alle immagini che si realizzano.

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