La Napoli Istantanea di Maurizio Galimberti

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Nel nostro viaggio attraverso libri e pubblicazioni che tendono a valorizzare la regione Campania, questa volta vi invito a leggere NAPOLI ISTANTANEA di Maurizio Galimberti.

Il volume è del 2004, edizioni Logos, e fu accompagnato da una mostra che ebbe luogo nei locali del Castel dell’Ovo a Napoli. Il libro racconta il capoluogo campano attraverso lo stile inconfondibile di Maurizio Galimberti.

Per quei pochi che non conoscono l’artista lombardo ricordo che Maurizio Galimberti nasce a Como nel 1956. Si trasferisce a Milano dove oggi vive e lavora.

Si accosta al mondo della fotografia analogica esordendo con l’utilizzo di una fotocamera ad obiettivo rotante Widelux.  Nel 1983  focalizza il suo impegno, in maniera radicale e definitiva, sulla Polaroid e nel 1991 inizia la collaborazione con Polaroid Italia della quale diventa ben presto testimonial ufficiale e l’anno successivo ottiene il prestigioso “Gran Prix Kodak Pubblicità Italia”.

Continua la sua ricerca con Polaroid e reinventa la tecnica del “Mosaico Fotografico” che inizialmente adatta ai ritratti. Il primo esperimento risale al 1989 quando ritrae suo figlio Giorgio. Seguiranno i ritratti di Michele Trussardi, Carla Fracci e Mimmo Rotella dai quali è evidente il richiamo al fotodinamismo dei Bragaglia e la ricerca del ritmo, del movimento. Numerosi divengono i ritratti eseguiti nel mondo del cinema, dell’arte e della cultura.  La popolarità e il successo con cui vengono accolte queste rappresentazioni di volti lo portano a partecipare come ritrattista ufficiale al Festival del Cinema di Venezia.

Nel 1999 viene indicato dalla rivista italiana “CLASS” come primo fotografo-ritrattista italiano all’interno delle classifiche di merito stilate dal mensile.

Il suo ritratto di Johnny Depp, realizzato durante l’edizione del Festival del Cinema di Venezia del 2003, viene scelto come immagine per la copertina del mese di settembre del prestigioso Times Magazine.

Il “Mosaico” diviene ben presto la tecnica per ritrarre non solo volti, ma anche paesaggi, architetture e città. I suoi lavori sul paesaggio, sulle città e sullo spazio che caratterizza queste ultime, alternano questi due punti di vista, queste due differenti modalità di raccontare una stessa realtà.

La pubblicazione dedicata a Napoli è diversa dal solito: non sono presenti i mosaici che hanno caratterizzato tutta la sua produzione artistica. Il lavoro si concentra su singole Polaroid, elaborate, graffiate, manipolate sempre e soltanto attraverso lo stile unico che caratterizza  la produzione di questo artista.

Galimberti ha inoltre il merito di non aver mai abbandonato il suo stile per adeguarsi al mercato, nonostante la Polaroid abbia avuto, intorno al 2005, un forte periodo di crisi durante il quale, causa l’avvento del digitale, sembrava che questo particolare modo di fare fotografia dovesse scomparire per sempre. Lui invece ha continuato dritto per la sua strada, convinto che prima o poi la fotografia a sviluppo immediato sarebbe tornata protagonista del mercato.

Il tempo gli ha dato ragione. Oggi marchi importanti come Fuji e la stessa Polaroid con la fotografia analogica a sviluppo istantaneo rappresentano i settori più attivi di un mercato che sembra soffocato dagli smartphone.

Se siete curiosi sul web si trovano facilmente delle copie in vendita anche a prezzi accessibili.

Umberto Mancini

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