La morte necessaria

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I morti servono, non c’è dubbio. Aiutano a migliorare la società, consentono a tutti noi una migliore qualità della vita. Sono impazzito? No, per nulla e provo a spiegare le mie ragioni. Quelle che vedete sono due foto che ho realizzato con il mio smartphone e potrebbero passare alla storia. Avete capito bene: ho immortalato qualcosa di sublime, incredibile e straordinario. Questa strada è Salita Pontecorvo, pieno centro storico di Napoli. A pochi passi c’è Piazza Dante, giusto per darvi un’idea. Pochi giorni fa un ambulanza avrebbe dovuto soccorrere una donna che abita in quella zona. I sanitari sono stati ostacolati nel portare a termine il proprio lavoro perché c’erano delle auto parcheggiate in doppia fila e l’autoambulanza non ha potuto raggiungere il presidio ospedaliero di pertinenza. La donna che aveva bisogno di soccorso è deceduta. Ora ci sono indagini delle autorità e si cerca il colpevole di questa morte, chi ha impedito e bloccato la viabilità di una stradina del centro storico, neanche troppo piccola.

A Napoli ci sono strade e vicoli ben più stretti. Le foto che vedete sono state scattate oggi, dopo l’accaduto. La nostra inciviltà ha bisogno di morti, da soli non riusciamo a quantificare e ad avere la giusta percezione delle nostre azioni. Stesso dicasi per le autorità preposte che latitano e dimenticano quali sono i compiti a cui sono chiamate a presiedere. Oggi Salita Pontecorvo è così, libera dalle auto, un percorrimento che potrebbe essere suggerito ai turisti che vogliono raggiungere la zona collinare e conoscere meglio il centro storico del nostro capoluogo. C’è solo un problema: questa pulizia e  questa ritrovata cura della cosa pubblica ha il pessimo odore di un cadavere inaspettato. Perché bisogna toccare il fondo per capire le cose più elementari? Chi pagherà per un decesso folle e impossibile da giustificare? Ma l’interrogativo più inquietante è un’altro: quanto durerà questo apparente ritrovato senso civico? Difficile immaginare che alla lunga non torni la tentazione di parcheggiare di nuovo le auto in divieto di sosta. Saremo costretti a vigilare su aspetti che dovrebbero essere scontati, e invece c’è voluta una tragedia per farci capire che siamo incapaci di curarci del luogo in cui viviamo. Sono populista, qualunquista e banale? Si, ma inutile sminuire il valore di una testimonianza che ha avuto un costo troppo alto. Possiamo migliorare? Non lo so, sono disilluso perché da soli possiamo solo urlare, sbraitare o scrivere. Ma le azioni richiedono una fatica di cui non tutti sono capaci e forse ci siamo anche disabituati ad agire

Umberto Mancini

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