La grande fotografia di Helmut Newton in mostra al PAN di Napoli.

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Duecento scatti d’autore-

Sabato 25 febbraio al Pan di Napoli (via dei Mille 60) si è inaugurata una importante retrospettiva dedicata al fotografo Helmut Newton. La mostra sarà visitabile fino al 18 giugno 2017.

Helmut Newton è sicuramente un fotografo molto popolare, nel senso che è molto conosciuto per diversi motivi anche da chi non segue il mondo della fotografia e dell’immagine in generale. È stato il ritrattista di molte celebrità, ha firmato importanti campagne pubblicitarie ed è stato autore di famose  copertine di riviste patinate.

Ma il vero motivo della sua popolarità sono i suoi soggetti: donne svestite, disinibite, forti ed aggressive ma anche schiave e sottomesse, in un gioco delle parti fatto di corpi nudi e semi nudi fotografati in esterni urbani o eleganti interni. In ogni caso mai docili o mansuete. Sempre connotate da una sensualità selvaggia che in qualche modo porta chiunque guardi queste immagini ad osservarle con attenzione, a soffermarsi per riflettere, a cercare di capirle. Spesso sono disturbanti. Ma non sono mai banali o volgari. Sono uniche e possiedono sempre una forma, un marchio di fabbrica che Newton ha saputo, fin dall’inizio imprimere ai suoi scatti rendendole riconoscibili al primo sguardo. Sono nudi di donna, un soggetto abbondantemente sfruttato da molti e visto più volte. Nulla di nuovo certamente, eppure sono fotografie originali e uniche sotto tutti i punti di vista.

La mostra al Pan si suddivide in tre sezioni “Sleepless Nights”, “White Women” e “Big Nudes” ognuna delle quali è dedicata ad un progetto editoriale di Newton.

La mostra offre la visione di ben 200 scatti che raccontano una parte del percorso artistico del fotografo tedesco divenuto punto di riferimento per molti fotografi e molti stilisti, i quali hanno trovato, e ritrovano tutt’ora, nelle immagini del fotografo tedesco un riferimento importante per le proprie creazione.

L’allestimento è semplice, lineare ed elegante. Ad una prima e superficiale lettura può sembrare un allestimento datato ma non è così. E mi piace pensare che sia stata un’operazione voluta. Sicuramente la soluzione ottimale, in relazioni agli spazi disponibili, per offrire all’osservatore la migliore fruizione possibile delle immagini, dando sempre la possibilità  di soffermarsi il tempo necessario (e su alcuni scatti non si vorrebbe andare oltre) per guardare attentamente e nei minimi dettagli tutte le immagini di Newton.

È una mostra forte, spiazzante, che colpisce l’osservatore e non lo lascia andare via facilmente. In fondo i soggetti fotografati hanno sempre generato polemiche e accese discussioni (soprattutto in ambito femminile). A dare forza alle immagini contribuiscono anche le grandi dimensioni delle stampe e l’immancabile (e necessario) bianco e nero, caratteristica quest’ultima a cui la fotografia digitale ci ha un po’ disabituati. E allora ben vengano mostre di questo tipo perché danno il loro contributo e aiutano l’osservatore a ritrovare la normalità nell’eleganza e nelle atmosfere di queste meravigliose immagini. Da non perdere.

Umberto Mancini

 

Fotografia a cura di Umberto Mancini

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