“Eden” di Mimmo Jodice

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Non poteva mancare in questo excursus attraverso libri importanti della fotografia, un volume di Mimmo Jodice.

Ho scelto di parlarvi di un volume diverso dalla produzione del fotografo napoletano. I suoi scatti più importanti sono stati realizzati a Napoli, “Eden”, invece, realizzato tra il 1994 e il 1997 si occupa degli oggetti quotidiani, delle cose che consumiamo giorno per giorno o appartengono al nostro quotidiano: si tratta di manufatti, forchette, caschi, forbici, articoli di vestiario, televisori; in parte, e soprattutto, sono prelievi dalla natura, animali macellati, teste di agnello o di pesce, mucchi di zampe di polli, carne tritata, piante di appartamento con gli aculei. Mimmo Jodice rivisita il genere della natura morta restituendole in termini contemporanei quella peculiarità che era esplicita agli inizi nel nome stesso del genere artistico – di rappresentare un pezzo di natura stroncato, privato della vita – e in questo modo di farci avvertire sotto le spoglie di ciò che si vuole banale e quotidiano gli esiti di una violenza.

Non è solo l’occhio sbarrato dei pesci in serie a giudicarci e inquietarci; anche i guanti di gomma per lavare i piatti, la tutina quasi spaziale per il neonato, la testa di un manichino dal parrucchiere, insomma l’universo degli oggetti divenuti merce, tutto rivela un aspetto inquietante e ci invita a riflettere sulla natura delle cose

 

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