Antologia di Spoon River, capolavoro di Mario Giacomelli

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Giacomelli si ispira al poema Caroline Branson dalla Spoon River Anthology di Edgar Lee Masters, per mettere in scena un mondo visto con gli occhi della passione che tutto trasforma.

I due amanti, protagonisti della serie, si fondono con la natura e si perdono in questo medesimo contesto.

Il lavoro di Giacomelli parte da una sceneggiatura televisiva del 67 che avrebbe dovuto raccontare il capolavoro di Lee Masters.

Il lavoro televisivo non venne più realizzato e come testimonianza restano gli scatti del fotografo marchigiano; gli scatti iniziali vennero stravolti attraverso un complesso lavoro di sovrapposizioni e sovraesposizioni che ne decretarono il successo.

Negli anni ’90, al progetto iniziale, aggiunge elementi autobiografici (autoritratti, sua moglie, il giardino di casa, etc.).

In merito a questo articolato e particolare lavoro, Giacomelli disse: “Quando ho fotografato i girasoli, li ho ripresi quando erano secchi. Poi ho guardato: se la luce viene da dietro questi tondi sono tutti volti in ombra e questi petali rimasti sono come i miei capelli, come se avessi fatto tanti ritratti a me stesso”. 

(Mario Giacomelli in S. Guerra, Mario Giacomelli. La mia vita intera, Bruno Mondadori 2008)

Umberto Mancini

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