Autoironica, bella e colta: Chiara Francini al Giffoni Film Festival

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La bella toscana dalla voce accattivante-

Tra le tante, ha interpretato la irriverente Perla, personaggio della fiction di Rai Uno “Non dirlo al mio capo”, accanto a Vanessa Incontrada, ottenendo notevole successo.
E’ nata sotto il segno del sagittario, bella, brillante, volitiva: sto parlando dell’attrice toscana Chiara Francini. Al Liceo conosce Matteo Renzi, frequenta l’Ateneo fiorentino dove si laurea in Lettere Moderne.
Conosce cinque lingue,: inglese, francesco, tedesco, portoghese, spagnolo.

Coinvolge Chiara, modulando la voce, ora innocente, poi sensuale, poi giocosa.
Si, perchè, con la sua voce si diverte, gioca piacendo e afferma :”Dostoevskij dice che la bellezza salverà il mondo. Per me sarà l’autoironia a farlo”.
“Era il mio sogno doppiare un cartone animato, devo dire che ebbi una grande delusione quando non mi presero per la voce della leoparda ne “L’Era Glaciale”, quella americana perché volevano un tocco mediterraneo. E invece hanno preso quella ‘str…’ della Cruz, dice scherzando.

Intona un pezzo di “Grease”. “Mi piacerebbe fare un musical. Solo che bisogna studiare molto per farlo. Io poi sono una purista, una perfezionista”…Canto, ho fatto un musical, ma non è che so cantare, Non so leggere una nota. Sono pronta a tutto qui a Giffoni !…”.

Ha uno sguardo pieno di vita la coinvolgente Chiara che si muove tra cinema, tv e teatro.
“Il teatro mi dà più ‘agitazione’, adrenalina, perché è un’arte non ripetibile, devi sempre andare avanti, non puoi fermarti mai.
Al cine e in tv tento sempre di portare la mia idea del personaggio che deve però amalgamarsi con quella del regista. Sui set si crea poi una sorta di famiglia”.
La pubblicità? “Essere scelti ora per fare una pubblicità vuol dire essere riconosciuto come un personaggio, con dell’empatia e delle caratteristiche che vanno al di là dell’attore, che punta più sull’immedesimazione del pubblico, vuol dire essere popolari.
Mi ricordo che una volta guardando un manifesto di pubblicità con una donna e un uomo dissi a mia madre “Guarda, un giorno farò questo”, “La donna in pubblicità? “No, l’uomo”.

Per quanto concerne la sua comicità si ispira ad attrici di spessore, donne che il cinema l’hanno fatto davvero: “Franca Valeri, Marchesini, Vitti. Pensando all’estero penso alla Streisand pensando a personaggi che sanno cantare e recitare a Meryl Streep, un’attrice a 360°. Sono tutte attrici straordinarie, ma negli Usa c’è la possibilità di essere carine e brillanti; penso alla Goggi, capace di fare imitazioni senza sclerotizzarle, ma di riassumere un personaggio con un solo sopracciglio”.

A settembre sarà sul set di un nuovo film, poi a febbraio 2017 la sua “destinazione”, tema portante di questa 46esima edizione del Giffoni Film festival, sarà il teatro accanto a Raoul Bova in Due, scritto e diretto da Luca Miniero.
“La commedia si apre con una coppia che monta un letto Ikea: è l’inizio della loro convivenza e di una riflessione su quello che li aspetta. Una storia nella quale è facile identificarsi e che ragiona anche su quanto siano importanti le ingerenze esterne nella vita a due”.

Invita poi, durante l’incontro con la folta platea + 10 del Giffoni Film Festival, a ” seguire sempre i propri sogni e a vivere in maniera piena e colorata”.

Claudia Izzo

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