Il maggio dei lieti giorni

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-di Gennaro Saviello-

È tornata a Napoli l’aria vivace e benaugurante dei componimenti di Girolamo Melcarne, detto il Montesardo.

A riportarla, lo scorso 8 maggio nella Chiesa di Santa Caterina da Siena, è stata la nota Ensemble Terra d’Otranto diretta da Doriano Longo anche violinista del gruppo composto da Cristina Fanelli (Soprano), Leopoldo Punziano (tenore), Angelo De Leonardis (basso), Pierluigi Ostuni (tiorba) e Giuseppe Petrella (chitarra spagnola e tiorba).

Il concerto, svolto nell’ambito della rassegna D’istanza creativa organizzata dalla Fondazione Pietà dei Turchini, è stato un appuntamento del tradizionale Maggio dei Monumenti e l’occasione per approfondire i temi di ricerca storico-musicologica che prendono vita grazie all’accurata e raffinata esecuzione dei musicisti pugliesi (facilmente rintracciabile e reperibile anche sui social).

I lieti giorni di Napoli, infatti, sono una raccolta musicale e canora soprattutto, apparsa a Napoli nel 1612, quando l’autore, arrivando da Firenze, li presentò al viceré Don Pietro Ferdinando Di Castro, sostenendo così, la grande e già avviata stagione del Seicento napoletano della monodia accompagnata che, dalle villanelle volgeva alle canzonette e strizzava l’occhio alle prime prove dei drammi per musica di Napoli (da cui non è estranea la poco nota attività del più conosciuto autore de Lo cunto de li cunti, Giambattista Basile).

Sin dal 2004, grazie proprio a Doriano Longo, conosciamo un’edizione critica pubblicata da Terra d’Otranto e possiamo leggere, musica e parole, dell’ unico esemplare dell’antica edizione napoletana, attualmente conservato a Glasgow.

L’immagine di Napoli restituita dai componimenti di Melcarne ne rispecchia perfettamente il mito, la “gentilezza dei costumi”, la fecondità della terra: una “eterna primavera” dove “la bella Partenope accoglie in sen nove delizie e ardenti voglie”.

La proposta dell’Ensemble Terra d’Otranto è per questo una grande operazione culturale, di recupero e di diffusione di un patrimonio vocale e sonoro di grande spessore ma, purtroppo, ancora poco conosciuto.

Ensemble Terra d’Otranto (da sinistra Doriano Longo, direttore e violinista), Caterina Fanelli, Soprano, Leopoldo Punziano, Tenore), Angelo De Leonardis, Basso,  Giuseppe Petrella,  Chitarra spagnola e tiorba, Pierluigi Ostuni, Tiorba.

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