Che la musica ti accompagni !

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“Emozioni nuove” nei luoghi pubblici e della Cultura- di Gennaro Saviello

Gli effetti benefici della musica sono stati evidenziati sin dall’antichità,  ricevendo una formulazione nella teoria degli affetti e valutati, da qualche decennio, anche nel campo delle neuroscienze e  della Psicologia delle emozioni.  Oggi si tende a considerare, in modo largo e diffuso, il ruolo ‘ancillare’ della musica nella strutturazione del pensiero e del lavoro delle persone, per l’apprendimento delle abilità linguistiche, matematiche e spaziali.

Soprattutto, come diverse indagini scientifiche dimostrano,  l’ascolto delle diverse “forme musicali” produrrebbe un effetto favorevole, capace di influenzare l’organismo modificando lo stato emotivo, fisico e mentale.  Le frequenze musicali tendono a incidere come fattore positivo che non interferisce con le attività cognitive in senso lato,  in condizioni di “arousal” di gradimento. Quest’ultimo include, quindi, la predisposizione positiva dell’ascoltatore, una volontà ed un atteggiamento/motivazione da poter inscrivere e valutare anche nell’ambito della psicologia delle emozioni e della teoria del campo di Kurt Lewin.

La “meraviglia” o il “carattere di novità” della proposta di “musica di cortesia” (di sottofondo) oppure a supporto delle attività educative è percepito ancora come carattere innovativo e desta anche “stupore e piacere“. Tali fattori, inoltre, evocando situazioni emotive positive che, opportunamente approfonditi – in considerazione anche di determinate caratteristiche dello stimolo sonoro –  potrebbero portare all’elaborazione di “indicatori creativi” funzionali al miglioramento delle condizioni di vita negli ambienti lavorativi, di apprendimento, di cultura in genere,  in cui la proposta sonora agevoli o favorisca l’approccio situazionale creativo nella conduzione delle attività lavorative o in alcune fasi o tipi di apprendimento.

Il suono e la musica ci fanno provare emozioni che modificano la nostra fisiologia; sollecitano  gli ormoni che a loro volta alternano il nostro ritmo cardiaco e le nostre pulsazioni. Ricorriamo alla musica in moltissimi momenti, che sia di forma consapevole o inconsapevole. La musica fin dall’antichità accompagnava le azioni di  guerrieri e cacciatori. Oggi il cinema la usa come mezzo per moltiplicare gli effetti di determinate scene, diventando, così,  un codice indispensabile per la caratterizzazione emotiva del copione e delle scene sullo schermo. Le composizioni di Ennio Morricone ne sono l’esempio più conosciuto e diffuso.

Il nostro stato d’animo spesso si vede riflesso nei brani che ascoltiamo o cantiamo. Una canzone triste può indurci ad uno stato di malinconia, invece una canzone allegra più eccitarci e regalarci qualche minuto di felicità. Allo stesso modo, una canzone leggera e armonica ci accompagna nei momenti di relax e di studio ed una musica ritmata ci stimola mentre facciamo esercizio. Essa agisce, inoltre, su molti dei nostri ricordi importanti. Chi non ha mai associato una situazione ad una colonna sonora? Le aree del cervello che si attivano con le emozioni e la musica sono praticamente le stesse.

Quando il cervello percepisce le onde sonore, si producono certe reazioni psico-fisiologiche. Per questo motivo, rispondiamo con delle emozioni e queste provocano alterazioni fisiologiche come l’aumento della secrezione di neurotrasmettitori e altri ormoni che agiscono sul sistema nervoso centrale. La musica può modificare i nostri ritmi fisiologici, alterare il nostro stato emotivo ed essere in grado di cambiare il nostro atteggiamento mentale, apportando pace e armonia al nostro spirito. Infine essa esercita una potente influenza sull’essere umano a tutti i livelli.

La musica è un suono complesso che ha la capacità di suscitare emozioni, immagini e ricordi. Se la Pubblica Amministrazione e la Scuola sono agenzie indispensabili per ogni cittadino, quali potrebbero essere gli ‘strumenti ausiliari’ per migliorare i contesti ambientali, lavorativi e di apprendimento? L’ascolto musicale, di quella che potremmo chiamare ‘musica di cortesia’ o quella ‘riflessa’ delle grandi opere (anche quelle costituite da ‘sistemi spettacolari’ di Parole-Musica-Azione) ad esempio, potrebbe aiutare la produttività, ridurre lo stress, aumentare la creatività individuale, dentro e fuori ‘le mura’? (intendo postazioni lavoro, aule scolastiche ecc…).

Quando il cervello percepisce le onde sonore, si producono certe reazioni psico-fisiologiche. Per questo motivo, rispondiamo con delle emozioni e queste provocano alterazioni fisiologiche come l’aumento della secrezione di neurotrasmettitori e altri ormoni che agiscono sul sistema nervoso centrale. La musica può modificare, quindi,  i nostri ritmi fisiologici, alterare il nostro stato emotivo ed essere in grado di cambiare il nostro atteggiamento mentale, apportando pace e armonia al nostro spirito. Infine essa esercita una potente influenza sull’essere umano a tutti i livelli.

Per concludere e per dirla con Pontus de Tyard (Solitarie Second ou Prose de la musique, 1555): “La musica è la signora che placa il dolore, mitiga l’ira, frena l’imprudenza, attenua il desiderio, guarisce il dispiacere, allevia la miseria della povertà, disperde la debolezza e lenisce le pene dell’amore”.

 

 

L’immagine è tratta da: https://www.undertrenta.it/cultura/luomo-e-la-musica/

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