L’anima del libro

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-di Maria Gabriella Alfano

La parte più rilassante della mia giornata è di sera, prima di addormentarmi, quando mi dedico alla lettura – principalmente di romanzi. Poi, appena spenta la luce, scivolo nel sonno tra le suggestioni e le immagini evocate dalla trama, dai personaggi, dai dialoghi, dai colpi di scena.

Accade lo stesso per tanti di noi che amano leggere. Un amore che spesso inizia da piccoli e dura per tutta la vita.

Ricordo il mio primo libro. Avrò avuto sei, sette anni. Per il mio compleanno mi furono regalate le novelle di Giovambattista Basile. Dopo ne ho avuti altri. Non molti in verità, non quanti avrei voluto, tanto che li leggevo e li rileggevo in continuazione, fino a impararli a memoria.

Anche oggi, nonostante l’avvento dei videogiochi, di whatsapp, dei social, il popolo dei lettori resiste. Me ne accorgo quando nelle metropolitane affollate vedo persone leggere in piedi, immerse nelle pagine, incuranti del rumore, degli scossoni, delle voci degli altri passeggeri. Oppure quando noto grandi e piccoli intrattenersi nelle librerie, in rispettoso silenzio, assorti nella lettura.

Ogni libro, ogni volume […] possiede un’anima, l’anima di chi lo ha scritto e l’anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie ad esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario , ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza.”  E’ ciò che dice il padre a Daniel, il protagonista del bellissimo romanzo di Carloz Ruiz Zafon “L’ombra del vento” mentre lo conduce al Cimitero dei Libri Dimenticati.

Educare alla lettura è importante. In fondo il libro si pone come veicolo di comunicazione privilegiato tra lo scrittore e il lettore. La lettura di un libro diventa un viaggio che chi legge non compie solo all’interno della storia, ma anche dentro la propria coscienza, ad un livello molto più intimo e per questo più incisivo.

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