Con Alfonso Amendola, Chiara Ferragni, “Filosofia di una influencer”di Lucrezia Ercoli

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-di Marianna Giugliano-

Nell’ambito dei seminari per il ciclo di incontri “Social network e scienze sociali”, a cura di Alfonso Amendola, Professore Associato di Sociologia dei Processi culturali presso l’Università degli Studi di Salerno,  è intervenuta Lucrezia Ercoli, docente di “Storia dello spettacolo” e “Filosofia del teatro” presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria e di “Filosofia dell’arte” presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata.

Chiara Ferragni,-commenta Alfonso Amendola, – al di là di qualsiasi giudizio di simpatia o antipatia, è un fenomeno della nostra contemporaneità. Non si può non tener conto di quello che ha creato  e della sua articolata e determinata capacità di fare impresa. Con lei la figura della influencer  acquista una precisa connotazione professionale e rilancia il concetto di “personal brand” in maniera decisamente innovativa

Così, partendo dal saggio Filosofia di una influencer di Lucrezia Ercoli, si è riflettuto sul fenomeno mediatico della più famosa fashion blogger italiana, influencer e imprenditrice digitale, Chiara Ferragni. Durante l’incontro, l’autrice ha voluto spiegare l’idea di partenza da cui è nato questo saggio: la volontà di voler realizzare qualcosa di diverso rispetto al percorso iniziale di formazione personale, più accademico, spostandosi verso un differente linguaggio filosofico. Con il Festival Popsophia di cui è direttrice artistica e che porta avanti da 10 anni, Lucrezia Ercoli ha intrapreso un percorso che lei stessa definisce di “filosofia mutante”, in cui non solo sono cambiati i temi di attenzione, riuscendo quindi ad intercettare quei fenomeni che hanno invaso il nostro immaginario, ma ha tentato di cambiare il linguaggio della filosofia che ormai “ha fatto il suo tempo” e risulta poco utile per capire il mondo in cui viviamo.

L’idea è nata in occasione del Festival del Cinema di Venezia, prendendo spunto dalla reazione dei contatti presenti nei social della Ercoli, dove tanti critici cinematografici o esperti del settore si sono scandalizzati di fronte alla presenza, nel “tempio sacro” del cinema, del film di Chiara Ferragni “Chiara Ferragni – Unposted” che racconta il forte ruolo dei social nell’influenzare anche il mondo del business.

Così, spinta dalla curiosità e dal voler capire il perché delle reazioni indignate da parte di molti, Lucrezia Ercoli ha deciso di andare a vedere il film al cinema.

Nel libro, quindi, cerca di raccontare cosa ha visto, spiegando quella che potrebbe essere stata l’operazione della Ferragni. Secondo l’autrice, la Ferragni è sicuramente figlia della cultura convergente in cui il linguaggio del film non è quello cinematografico, ma è molto più simile ad una lunga storia Instagram della durata di due ore; senza dubbio il linguaggio che l’influencer riesce ad utilizzare meglio di chiunque altro.

La presenza del film al Festival del cinema e, soprattutto, le reazioni indignate dei critici che non si arrendono ad un mondo che cambia, che pensano ancora nei termini del film “Vacanze intelligenti” con Alberto Sordi, ha spinto la Ercoli, durante la quarantena, a voler capire qualcosa di più e provocare, in un certo senso, quanti di loro sono completamente contrari all’operato della Ferragni.

Partendo dall’analisi svolta da Harvard proprio sul percorso intrapreso dalla Ferragni, ha tentato di trovare la risposta alla domanda che tutti si pongono, e cioè “com’è possibile che una normale ragazza milanese, abbia avuto questo successo con questi numeri e con questa velocità?”. Naturalmente la risposta a questa domanda non è stata trovata, ognuno può tentare di capire cosa sia successo, anche partendo dal comprendere cos’è e cosa fa una influencer che ormai riesce ad influenzare qualunque ambito della nostra vita.

Quando pensiamo all’influencer marketing dobbiamo immaginare Chiara Ferragni come lo specchio di tanti atteggiamenti che assumiamo quasi tutti, dal parlare di noi sui nostri profili, alla censura del negativo che inevitabilmente facciamo senza neanche rendercene più conto e quindi potremmo anche intuire che siamo alla fine di un lungo percorso, un grande cambiamento che non è legato solo alla nuova generazione, che secondo alcuni ha perso qualunque valore.

Chiara Ferragni incarna un romanzo di formazione per nuove generazioni, immerso fino al collo nella cultura di massa e nel sistema dei consumi. Dove la crescita personale va di pari passo con la crescita del fatturato e, viceversa, il successo economico si sposa con la felice realizzazione di sé. (Dal Blog di Lucrezia Ercoli).

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