Al “principio” del SalerNoirFestival : il Male

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Le interviste di Barliario: Stefano Tura-

Sguardo deciso, spessore, forza indiscussa e, al tempo stesso, delicatezza d’animo. Il SalerNoir Festival, “Le Notti di Barliario”, ideato da Piera Carlomagno, con la sua associazione “Porto delle Nebbie”, ha avuto tra gli ospiti di questa terza edizione uno scrittore che, davvero, ha tanto da raccontare: Stefano Tura, autore di “Il Principio del Male” (Piemme).

Classe 61,  Tura è un giornalista e scrittore con il “thriller” nelle vene. Si, perché lui si è formato scrivendo colonne “di nera” su “Il Resto del Carlino”, seguendo processi che hanno messo in ginocchio l’Italia tutta: la strage del 2 agosto 1980, la vicenda della banda della Uno bianca, firmando inchieste importanti che riguardano sequestri, omicidi di mafia e camorra. E  stato inviato di guerra per la redazione esteri del TG1: Kosovo, Afghanistan, Iraq, Sudan, seguendo il terrorismo internazionale nel paesi balcanici, il traffico di organi in Brasile, le adozioni illegali in Romania e nell’ex Urss, la tratta dei minori, lo sfruttamento della prostituzione, gli attentati in Turchia (2203) e Spagna (2004),le indagini su Al Zarqawi (2204), l’allerta terrorismo alle Olimpiadi di Atene (2004)…  Oggi  vive a Londra dove è corrispondente Rai per il Regno Unito.

-Il tuo sguardo è fatto di infiniti luoghi che hai visto, visitato, vissuto. Qual è il volto del mondo, oggi?

“E’ un volto sempre più negativo, in qualunque suo aspetto, non solo politicamente per cui i leader politici scelti sono incompatibili populisti, sdoganano i peggiori sentimenti. Quando vince la “non politica”, la politica ha fallito”. Il lavoro giornalistico viene sempre meno: non interessa più la verità dei fatti ma solo il sensazionalismo. Le conseguenze dei fatti, ad esempio del terremoto, non interessano più a nessuno perché non fanno più spettacolo”

-Mistero e atmosfere avvolgenti nei tuoi thriller…quanto Londra le influenza?

“Sono appassionato di questo genere di letteratura e tutto ciò che, in qualche modo, riguarda la morte, la ricerca della verità, racchiude questo genere letterario. E’ fondamentale non l’atto in sé dell’omicidio, ma l’atmosfera. A volte, infatti,  genera più paura ciò che avvolge il delitto che il delitto stesso. Si può sconfinare nell’horror fino a ridicolo, invece un inseguimento nel parco, al buio, può genere paura pura perché il lettore si immedesima nelle azioni quotidiane, familiari, comprendendo di poter essere egli stesso a viverle in prima persona, passando da lettore a protagonista”.

-“Il Principio del Male” parla di due giovani in cerca di un futuro migliore. L’incertezza del futuro è un tema sempre attuale, in una società che non offre lavoro. Cosa ne pensa?

“La mia è stata una generazione fortunata dove c’erano spazi da colmare. Le responsabilità sono di chi ci ha preceduto, non hanno costruito niente per il futuro. Oggi i giovani hanno infinite difficoltà per affermarsi nei settori per cui hanno studiato, per trovare un lavoro. Disperati vanno altrove. L’Inghilterra raggiunge punte massime nell’accogliere i giovani, forse perché qui la meritocrazia funziona.”

-Qual è il progetto nel  cassetto?

” Il prossimo libro chiude “la trilogia del pagliaccio”, sempre ambientato tra Londra e l’ Italia. Parlerò di una comunità italiana che vive a Londra, ci sarà più intuito e meno condizionamenti”.

-Se non avesse fatto il giornalista e scrittore?

“ Sarei stato disoccupato!  Non so far altro… O forse avrei fatto il montatore dei mobili Ikea perché, strano ma vero, mi rilassa!!”

-Cosa pensa de “Le Notti di Barliario”?

“E’ la prima volta che vengo, mi è piaciuto molto! C’è spazio per tutti, coinvolge molto. Coinvolge le persone e concede all’autore il giusto tempo per presentare il suo libro. E’ una manifestazione che non necessita di superstar!”

-Dopo questa  presenza a Salerno potresti scrivere qualcosa sulla città ?

“ Si…intitolerei il racconto “Dalla nebbia al sole…!”

Claudia Izzo

 

 

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