Ad Ex Libris su RCS75, la prima presentazione dell’ultimo libro di Denata Ndreca, “A Nord delle mie costole”

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Libro appena uscito e la prima presentazione è in radio,  nella rubrica Ex Libris su  RCS75 per “A Nord delle mie costole. Le tue coordinate nascoste”(Bertoni),  l’ultimo libro di versi della  poetessa Denata Ndreca, pedagogista, traduttrice albanese, giornalista, curatrice della rubrica NotePoesia su salernonews24.

Il libro, espressione della piena maturità poetica dell’autrice, è stato presentato in collegamento da Firenze con la poetessa di Scutari che, -sbranata nelle costole dei suoi pensieri,- con questa pubblicazione, sembra aver meglio definito un suo posto ed un suo ruolo, proprio a nord delle sue costole, come ha titolato. Ma dov’è questo Nord? E’ un -luogo non luogo-  il cammino stesso di ciascuno di noi, fatto di superamento di bivi e strade chiuse, scorciatoie e strade sofferte, attraverso coordinate che ognuno cerca e interpreta come può, perchè, come viene ricordato da  Emiliano Scorzoni in apertura, – la vita ci piega tutti, tutti i giorni, tutti quanti-.

Dunque la Ndreca ci conduce tutti – A Nord della notte, A Nord delle perdite, A Nord del dolore come sale sulle ferite, perchè  sempre Vi è un altro oltre/oltre l’oltre… cercando ..insieme il nord della valle/-…

Con l’introduzione di Marini Pratici e quella di Davide Rondoni e postfazione di Mimmo Muolo, la Ndreca ci sussurra nostalgie… –Ti ho tradita,/Un’altra terra/ stringo tra le mia dita./…  in ogni nuvola bianca disegno un pò di Albania,- ed il pensiero vola alla terra natia sempre amata, l’Albania, dovuta abbandonare tra mare e cielo, e ci conduce a graffianti verità….- Dimmi:/ che tronco monco/ toccano le tue mani?/ Di che legno è/ il corpo di una donna/ che non ami?/ -perchè l’amore non conosce ostacoli, vissuto –mano nella mano,/ fronte sulla fronte,/ viso su viso.-

E Denata Ndreca canta nella lingua italiana, la lingua che ha imparato, che ha accolto la ragazza del Ponte Vecchio, che ha in sè qualcosa di meraviglioso, che le rende dolce la vita stessa anche quando sa essere amara. Nel suo comporre poesie canta l’amore per il padre morente nel ricordare –Il rumore dell’ossigeno/ sembra quello della pioggia/-… l’amore per le figlie che diventano la sua primavera, e l’amore cercato…-ora stringimi/ sul tuo petto./Fai in modo/ che sia il mio tetto/ –

E poi ancora lì a cullare amori invocati e lontani: -Ho fatto della tua voce/ il soave suono eterno/ Il tuo non esserci/ si chiama inferno,- poi la Ndreca sottolinea le attese, subìte e accettate, –Ti aspetto alla stazione/ dentro il petto”-.

La poetessa nel suo vagare ricerca, in ogni tassello del quotidiano, la vita che si fa amore, li dove l’amore è vero… -Vi sono pezzi di vita anche nella spazzatura dei bidoni/ Sigarette spente-amori”-

Se dunque -E’ per la libertà che si ribellano e sbocciano le viole/…- è per una ricerca di nuovi orizzonti che la Ndreca scrive con sempre nuovo impeto per ripartire, adesso, proprio dal Nord delle sue costole.

 

 

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