La Pinacoteca Provinciale si tinge di giallo: i nuovi romanzi di Giuseppe Esposito

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di Sergio Del Vecchio-

Grande entusiasmo e partecipazione di pubblico per l’evento dal titolo “Il paesaggio urbano di Salerno e Napoli nei romanzi di Giuseppe Esposito”, organizzato da Clotilde Baccari Cioffi, Presidente del Parco Storico Sichelgaita e dell’associazione Hortus Magnus con il patrocinio della Provincia di Salerno e dell’Assostampa Salerno, tenutosi presso la splendida Pinacoteca Provinciale di Salerno.

Presenti all’incontro Gioita Caiazzo, Dirigente Settore Pianificazione Strategica Sistemi Culturali ed Urbanistica Provinciale di Salerno che ha sottolineato l’importanza dell’aprire lo scrigno della pinacoteca salernitana ad eventi che possano valorizzare ancora di più la cultura ed i siti cuturali per dare un valore aggiunto alla citta stessa; Clotilde Baccari Cioffi, Presidente Parco Storico Sichelgaita e Hortus Magnus che organizzando questo ennesimo evento in città ha parlato di sinergie e saperi condivisi, tematiche a lei molto care, per un arricchimento del territorio; Nunziante De Maio, Presidente Associazione Stampa della provincia di Salerno ha evidenziato l’importanza di questi eventi, della scrittura, dei ponti creati tra le associazioni. E’ poi intervenuto l’editore napoletano Paolo Izzo, che segue con grande interesse l’evoluzione stilistica dello scrittore Esposito.

Hanno relazionato sullo stile, sui contenuti, sull’ambientazione dei libri “Paura ai grandi Magazzini” e “Un uomdo da poco” (Stamperia Del Valentino), Claudia Izzo, direttore di salernonews24 e Cetara Notizie e Costiera Amalfitana, l’on. Tino Iannuzzi,  il giornalista Marcello Napoli, collaboratore de Il Mattino. Ha coordinato l’evento il giornalista Nello Palumbo.

Classe ‘ 48, ingegnere napoletano, scrittore  e giornalista, Esposito è stato dirigente e consulente di Direzione d’Azienda in Italia e all’estero. Autore di romanzi e racconti, è responsabile della pagina della cultura del quotidiano on line salernonews24 e della rubrica Storie e Leggende del  primo giornale di Cetara, versione on line, Cetara Notizie e Costiera Amalfitana.
“I romanzi di Giuseppe Esposito” come ha affermato Claudia Izzo, ” sono intessuti di elementi intrinseci alla sua personalità. Da bravo scrittore, nel tempo, ingegnere con la passione per le lettere, ha trovato lo spazio per dare libertà alle tantissime storie che si porta dentro e che fuoriescono, invadendo i libri, con una facilità sconvolgente.
Perchè Giuseppe Esposito l’amore per la scrittura l’ha sempre nutrito, mentre da Napoli viaggiava per il mondo come dirigente e consulente d’azienda. E l’amore per le lettere, per la scrittura, quando fa parte di te, rapisce ed aspetta soltanto di poter emergere. Di riprendere quello spazio che gli compete.
Giuseppe Esposito sarebbe, per dirla con le parole del compianto Luciano De Crescenzo, un uomo d’amore, perchè d’amore, di profondità, di passione è intessuto il suo sentire.
Egli appartiene alla generazione delle poesie, delle lettere d’amore, nei suoi versi cita Aznavour e Di Giacomo, motivi che ritornano alla mente.
Esposito, l’amore lo conosce  e lo canta. L’amore invade i luoghi, quelli a lui cari, della sua adorata Napoli, i luoghi di un vita, della fanciullezza. In questi ultimi due libri“Paura ai grandi Magazzini” e “Un uomo da poco” si scorgono frammenti di Napoli quanto di Salerno, città quest’ultima che Esposito ha imparato ad amare. Per amore. E’ la città che l’ha accolto in questa sua seconda fase della vita.
Nel suo “Un uomo da poco” è il Commissario Acquaviva che indaga su un torbido personaggio, ex titolare di case di tolleranza e ci porta per mano in una Salerno dei primi dl ‘900; con lui entriamo nel casino Sociale del Teatro Verdi descritto nel suo splendore, la chiesa di Santa Lucia, via dei Mercanti, Palazzo Morese, palazzo Sant’Agostino. Esposito immette elementi di un tempo che fu come le riggiole salernitane descritte come sormontate da una grande cappa, i porticati, ricorda l’acqua Vitologatti. Ci porta a Prignano, nomina l’Alento, le masserie di una volta. Poi prepotentemente il romanzo si spinge a Napoli, tra il San Carlo e la sede de “Il Mattino”, Piazza dei Martiri, via Chiaia,  riporta in vita la grande Matilde Serao perchè il giornalismo l’appassiona da sempre.
Ne “I Grandi Magazzini”, Esposito incentra il suo giallo proprio a Napoli, qui, ad accoglierci è il commissario Ruffo, in una Napoli che vive gli ultimi sprazzi della Belle Epoque. Con cinque omicidi di cinque commesse dei Grandi Magazzini sullo sfondo, con Esposito prendiamo il tram del tempo e scendiamo a via Foria, innanzi alla Caserma Garibaldi, per via Rosaroll, al Rettifilo. Napoli è nostra. La sentiamo, la viviamo col commissario, ne apprezziamo la bellezza e ne perdoniamo le bassezze. E nei testi, Esposito, non manca di osservare e descriverci  ambientazioni, a Napoli quanto a Salerno, di dimore di un tempo: arredi che riportano alla mente alcuni quadri di Paolo Signorino, tappezzerie, divani dei saloni, la ricercatezza, la finezza e la grazia degli oggetti di un tempo.
Ma nei paesaggi che Esposito descrive c’è un elemento che torna costante, a rincuorare i commissari dalla pesantezza e dai probemi della vita. E’ il mare. Questo elemento indissolubilmente legato a Salerno quanto a Napoli, panacea di tutti i mali, elemento in grado di parlare un pò di ognuno di noi, popoli di naviganti, poeti e scrittori…”

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