Vienna nel terrore: freddato l’attentatore albanese ne restano tre in fuga

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Dolore e impotenza – di Claudia Izzo-

Un 20enne di origini albanesi, nato e cresciuto a Vienna, è l’attentatore che ieri intorno alle ore 20,00, con una falsa cintura esplosiva e con fucile automatico, ha aperto il fuoco nei pressi della sinagoga di Vienna, freddato poi da forze speciali viennesi alle 20.09.  Eppure su Instagram l’attentatore albanese aveva manifestato chiaramente le sue intenzioni. Poi ci hanno pensato i suoi complici, ancora in fuga, a diffondere il terrore nel cuore di Vienna sparando all’impazzata.

Una scena ripresa dalla finestra di qualche cittadino riprende un attentatore sparare ad un ragazzo in strada, tornare indietro per il colpo di grazia. Le Forze speciali stamattina, poi facendo irruzione nell’appartamento dell’attentatore ucciso, a 60 km da Vienna, hanno arrestato due persone.

Bilancio dell’attentato.

Sarebbe di quattro vittime e 17 feriti, tra cui 7 in pericolo di vita, il bilancio dell’attentato di ieri sera. Infatti due uomini e due donne tra cui una  signora morta ore dopo in ospedale, sarebbero morti sotto i colpi di un fucile sparati all’impazzata contro le persone, in vari punti della città, proprio mentre queste si godevano le ultime ore di svago, prima del lungo mese di lockdown deciso per fronteggiare l’epidemia da Covid -19.

Ricostruzione dell’attacco.

L’attentato ha avuto inizio ieri sera intorno alle ore 20.00 nella Seiten Stettengasse, dove sorge la Stadttempel, la sinagoga ottocentesca in stile neoclassico, l’unica delle 93 sinagoghe di Vienna a non essere stata distrutta dall’Olocausto, attualmente, principale luogo di culto degli ebrei viennesi. A quell’ora la sinagoga era chiusa e non si comprende se fosse proprio la sinagoga ad essere l’obiettivo degli attentatori che, trovandola chiusa, avrebbero colpito gente per le strade. Comunque, sembrerebbe che non vi siano ebrei tra le persone coinvolte. Se l’obiettivo fosse stata la sinagoga, questo sarebbe il terzo attentato terroristico avutosi in 40 anni; nel 1979 un gruppo di palestinesi crea una esplosione innanzi alla sinagoga, fortunatamente senza causare vittime; nel 1981 un commando palestinese dà vita ad un attacco armato durante il Shabbat, la festa del riposo celebrata ogni sabato nella religione ebraica, con un bilancio di due morti e due feriti gravi.

Sei i luoghi presi di mira.

Il cancelliere austriaco Kurz ha confermato la matrice terroristica dell’attacco e non viene escluso il movente “antisemita”. Sarebbero stati dunque sei i luoghi presi di mira, sotto attacco, tra cui un parco cittadino e la zona nei pressi dell’Hotel Hilton. Le notizie non sono ancora certe; secondo alcuni media, infatti, ci sarebbero ostaggi in un ristorante cinese. Intanto, le  Forze Speciali hanno chiesto alla popolazione di restare a casa e di non diffondere video che possano mettere in pericolo gli agenti.

La solidarietà dal Mondo.

Rafforzate le frontiere, si è alla caccia degli altri attentatori, mentre il resto del mondo si stringe attorno a Vienna: la solidarietà arriva dal presidente francese Emmanuel Macron, dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel, dal presidente Donald Trump impegnato nelle elezioni presidenziali, il premier inglese Boris Johnson, dal Presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte.

 

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