Un generale coro di no

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di Giuseppe Moesch*

È scoppiata in questi giorni una polemica feroce che è assurta agli onori delle prime pagine dei giornali e dei telegiornali nazionali; si tratta dei contenuti di un libro “Il mondo al contrario”, edito in proprio dall’autore, il Generale Roberto Vannacci, e venduto a meno di 20 euro su Amazon.

In un Paese nel quale quotidianamente ci si straccia le vesti perché non si vendono più libri, la prima reazione è quella di pensare che ci troviamo di fronte ad un capolavoro o forse ad una storia piccante o magari all’inizio di una nuova saga alla Harry Potter, mentre lo scalpore è generato da una presa di posizione su temi che molti, a cominciare da me, hanno denunciato da tempo e condividono, temi che hanno avuto il difetto di essere espressioni non allineate all’opinione pubblica prevalente.

La martellante riproposizione di slogan scanditi con compulsiva protervia, e diffusi con ogni mezzo dalle TV, ai giornali ai social, ha portato a far credere che ci si trovasse di fronte a verità incontrovertibili, celate da bieche azioni di poteri forti, normalmente fuori dal nostro controllo, che in tempi non molto lontani fu sintetizzato nella locuzione “complotto demo-pluto-giudaico-massonico”. Sono fenomeni ricorrenti che tutte le dittature o tutte le organizzazioni aspiranti al controllo totale dei popoli, mettono in atto per camuffare i veri motivi che spingono alla loro diffusione.

Il libro in questione, opera di un uomo delle istituzioni, un generale con un curriculum vitae esemplare, che ha svolto missioni di pace in zone di guerra di mezzo mondo, con riconoscimenti da parte dei nostri vertici politico militari ma anche di molti altri paesi, un uomo con le idee chiare e buoni e sani principi.

La cosa interessante è che quando a scrivere sono dei modesti personaggi quali il sottoscritto, che da sempre ha riaffermato gli stessi concetti sulla società contemporanea, a partire dalla scuola, passando per temi scabrosi quali le maternità surrogata, la famiglia con genitori uno e due, senza curarsi del dramma di un bambino che non ha certezza di sé nella società in cui vive, delle condizione di una donna non sfruttata perché pagata meno di nove euro all’ora, ma perché considerata un contenitore, un vuoto a perdere da usare e gettare via, di non accettare che le forze dell’ordine vedano vanificati il proprio lavoro e le proprie azione da una magistratura che libera per buona condotta uomini che stuprano donne che peraltro avevano denunciato il pericolo di aggressione, che operano applicando le leggi e non affrontando i problemi della gente, o ancora del rammarico sociale per il suicidio di una donna detenuta per tratta di donne e sfruttamento della prostituzione, ignorando il dolore di quelle povere vittime, delle prevaricazioni della criminalità organizzata che non riusciamo a debellare nonostante il sacrificio di Falcone che suggeriva di cercare i soldi per risalire ai lestofanti, ebbene tutto questo ed altro ancora, in particolare l’elusione da parte di politici d’accatto, che rincorrono i consensi della piazza invece di denunciare per primi e provvedere alla soluzione dei problemi, allora non ci sono reazione se non da parte di quei 12 lettori, e non 25, per rispetto a Manzoni, che ancora mi seguono.

Il problema è nato perché a parlare è stato un uomo d’apparato che con il suo scritto ha messo in fuorigioco una intera classe politica ed i propri elettori, di destra di centro e di sinistra, sempre che sia ancora possibile riuscire a fare quelle differenze, e tutti, ma proprio tutti si sono affrettati a prendere le distanze per non rischiare di ritrovarsi in fuori gioco di posizione scaricando su chi ha detto che il re era nudo.

Le eccezioni si sono contate sulle dite di una o forse due mani.

Posso capire che tutti , Ministri compresi,  hanno forte il senso dell’appartenenza al gruppo di potere che li esprimono e per evitare complicazioni siano costretti a contraddirsi.

I miei valori affondano con radici profonde nel pensiero degli spiriti forti; apprezzo molto lo scienziato Galilei, ma al suo duttile comportamento preferisco Giordano Bruno, che dall’angolo di piazza di Campo de’ Fiori, veniva osservato mente bruciava dagli occhi severi dell’Inquisizione dal palazzo della Cancellaria, senza abiurare a principi universali, ripetendo forse quello che aveva ripetuto in vita:

“Dormienti destatevi: la verità è la vita”.

*Già Professore Ordinario presso l’Università degli Studi di Salerno

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