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venerdì, 7 Ottobre 2022
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Tra buio e rinascita: cade nelle prime ore del 23 settembre l’equinozio d’autunno

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Atmosfere, luce e buio, colori che cambiano intorno a noi, è’ tempo di equinozio d’autunno! Dal latino aequus e nox, l’equinozio d’autunno sta a significare che la durata del giorno e della notte si equivalgono, a settembre, infatti, le giornate si accorceranno di circa 1 ora e 21 minuti. Questo periodo che si apre a noi rappresenta un passaggio stagionale, una fase di un viaggio spirituale interiore che riflette quello della natura.

Quest’anno l’equinozio d’autunno cade proprio in questo attimo, ore 3:04 del 23 settembre, due giorni dopo la data tradizionale. Tutto ciò è dovuto alla differenza che c’è tra il nostro calendario e il tempo effettivo che la Terra impiega a fare un giro intorno al Sole. Un anno dura 365 giorni, ma il nostro pianeta impiega 365 giorni, 5 ore, 59 minuti e 16 secondi per fare un giro completo attorno al Sole. Per compensare questa differenza è stato introdotto ogni 4 anni un anno “bisestile”, che dura un giorno in più e rimette a posto i conti.

L’equinozio d’autunno si infarcisce di magia con il mito di Persefone, figia di Zeus e Demetra, moglie di Ade, regina dell’oltretomba. Era colei che regolava l’alternarsi delle stagioni. Suo zio Ade perse la testa per lei tanto da rapirla e portarla con sè negli inferi, contro il volere della stessa fanciulla. Questa si rifiutò di mangiare, accettando solo sei chicchi di melograno, senza sapere che, mangiare i frutti degli inferi, avrebbe comportato il rimanere prigioniera negli inferi per l’eternità.

Dopo il ratto di Persefone, la madre Demetra, dea dell’agricoltura e della fecondità, che fino ad allora aveva assicurato agli uomini lunghissimi periodi di bel tempo e di raccolti abbondanti, per la disperazione causò un intermnabile inverno che gelò la crescita delle messi. A risolvere la faccenda ci pensò il padre, Zeus: visto che Persefone non aveva mangiato tutto il melograno, ma solo sei chicchi, avrebbe trascorso sei mesi negli inferi con il marito e sei mesi sulla terra. Nei sei mesi sulla terra, per l’ infinita gioia la madre, Demetra, faceva rifiorire la terra, dando luogo alla primavera ed all’estate,  quando la figlia tornava negli inferi, per la tristezza, dava luogo all’autunno ed all’inverno.

In Messico i Maya costruirono la piramide a gradoni detta El Castillo a Chichen Itza facendo sì che, durante l’equinozio d’autunno e di primavera, un serpente di luce sembrasse scendere dalla scalinata. A Roma, invece, la data di nascita dell’imperatore Augusto cadeva proprio all’inizio dell’autunno e l’obelisco-meridiana posto nel Campo Marzio, nel giorno dell’equinozio era in linea con l’edificio dell’Ara Pacis.

L’Arcangelo Michele,  celebrato specialmente nel Sud Italia (29 settembre) e raffigurato nell’iconografia cristiana con la spada in mano mentre abbatte un mostro ai suoi piedi, simboleggia proprio la difesa della Luce, la forza interiore capace di superare il Buio.

Dunque, con l’arrivo dell’autunno che prepara all’inverno, affrontiamo la nostra stessa oscurità interiore, assaporando la bellezza della natura che cambia e prepariamo la rinascita della nostra luce interiore. Dalla morte alla vita, dunque, ci ripieghiamo sulla nostra interiorità per rinascere a nuova vita.

 

 

 

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