San Matteo, pensaci Tu

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Il ritorno del Santo a Palazzo di Città-

In una città in cui è stato detto che “non possiamo pretendere che un africano sappia che in Italia, su una spiaggia, non si può violentare “, (così ha sentenziato Carmen Di Genio, avvocato  del Comitato Pari opportunità Corte d’Appello di Salerno durante il convegno nazionale sulla sicurezza e legalità organizzato dall’Associazione Street Kali, dalla Federazione Italiana Krav Maga e da Servizi Sicurezza Italia), dobbiamo sperare che San Matteo ci aiuti.

Ci aiuti a far capire ai nostri politici e ai cittadini stessi che è arrivato il momento di prendersi le proprie responsabilità di ogni parola, gesto, azione.

Sarà cosa difficile educare qualcuno a reprime i propri istinti bestiali, la propria violenza su donne inermi, di notte, in spiaggia, perché non è un discorso di educazione, è un discorso di cultura, di valori, di insegnamenti dei nostri Padri. Stiamo attenti a non bandire il Presepe dalle  scuole, Babbo Natale, il suino dalle mense. Ci aiuti San Matteo con questo umanitarismo spicciolo.

Ci aiuti con tutta questa prostituzione. Questo malaffare dilagante. Ci aiuti San Matteo con questo traffico di droga.

Ci aiuti proprio nell’ imminenza della Sua festa , proprio oggi,  dopo che ieri il Suo busto è entrato al Comune, fin dalle dieci del mattino, superando una vecchia querelle. E’ stato un ingresso solenne quello del busto del Santo Patrono, sostando, dopo tre anni, nell’atrio del Comune di Salerno,  tra il sindaco Vincenzo Napoli e l’arcivescovo Mons. Luigi Moretti, il cardinale Renato Raffaele Martino e don Michele Pecoraro, l’amministrazione tutta, gli assessori, i consiglieri, il personale comunale e tantissimi salernitani d’accordo e non, con questa sosta. Qui  il Governatore De Luca è arrivato in pomeriggio. Tutto normale se si pensa che la sera prima i De Luca, senior e junior, erano a cena con i “paranzieri”.

Un dietrofront tra amministrazione e Curia, dunque, un’intesa ritrovata cheperò non è piaciuta ai più arguti.

San Matteo è sembrato comunque voler dire, al di là dei dissidi e delle cene di riconciliazione,  ancora una volta,  ancora alla sua città : “Salerno è mia ed io la proteggo”.

Claudia Izzo

 

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