Rosa Parks: “Mettendosi a sedere, si alzò per difendere i diritti di tutti e la dignità dell’America”.

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Il 24 ottobre 2005, moriva a Detroit Rosa Parks-di Clelia Pistillo

Il 1 dicembre 1955 la giovane operaia Rosa Parks aveva appena terminato il suo turno di lavoro presso il magazzino dove lavorava come sarta, a Mongomery in Alabama, quando prese l’autobus 2857 per rientrare a casa. Si mise a sedere in una delle file centrali, ma neppure il tempo di qualche fermata e le fu chiesto di alzarsi per cedere il posto ad un passeggero bianco, nel pieno rispetto delle leggi di quell’ epoca.

Sui mezzi di trasporto i neri dovevano sedere nella zona posteriore, i bianchi in quella anteriore, il settore centrale era considerato misto nel senso che poteva essere utilizzato da tutti, a condizione che venisse data la precedenza ai bianchi.

Quel giorno Rosa Parks sedeva nel primo posto del settore misto, per intenderci, immediatamente dopo quello dei bianchi. Quando l’autista le chiese più volte in modo violento ed insistente di alzarsi per cedere il suo seggiolino ad un passeggero bianco lei disse di no. Rimase seduta nel suo posto senza scomporsi e senza lasciarsi intimidire. Fu a quel punto che arrivò la polizia e Rosa Parks finì in manette. Grazie al supporto di Clifford Durr, un avvocato bianco solidale con la lotta per i diritti civili, Rosa riuscì ad evitare il carcere, fu condannata soltanto al pagamento di una multa. Il suo arresto però diede il via ad una serie di proteste e mobilitazioni da parte della comunità afroamericana per opporsi alla segregazione razziale che all’ epoca era legale.

La segregazione nelle regioni del sud degli Usa era diretta conseguenza dello schiavismo abolito nel 1865 dal XIII emendamento della Costituzione. Nel Sud,  che a differenza del Nord era caratterizzato da un razzismo endemico, si susseguirono una serie di norme chiamate “Leggi Jim Crow” per cui i neri erano considerati “separati ma uguali” e quindi costretti ad occupare posti diversi sui mezzi di trasporto, e più in generale in tutti i luoghi pubblici. Relegati al margine della società non potevano frequentare le stesse scuole dei bianchi, era escluso l’accesso a numerose professioni, costretti anche a salari più bassi. Ma da quel momento in poi, da quel gesto di disobbedienza, cominciarono una serie di azioni volte a rivendicare diritti uguali per tutti.

La notizia dell’ arresto di Rosa Parks raggiunse Martin Luther King, all’epoca giovanissimo, che si unì ad una forma di  protesta non violenta consistente nel boicottare i mezzi pubblici.

Fu Jo Ann Robinson, a capo dell’associazione femminile afroamericana Women’s Political Council, a diffondere migliaia di volantini con cui si invitava la popolazione nera a boicottare i mezzi pubblici e a procedere ad oltranza con la resistenza passiva fino a raggiungere l’obbiettivo di eliminare quelle leggi assurde. Il boicottaggio andò avanti per 381 giorni e la comunità nera continuò a recarsi a lavoro a piedi, sfidando anche le condizioni atmosferiche avverse, e in alcuni casi usando i taxi. Molti tassisti decisero infatti di sostenere la protesta abbassando le tariffe a livello di quelle degli autobus.

Questa protesta dimostrò che senza ricavi prodotti dai biglietti della comunità nera, che rappresentava la maggior parte dell’utenza, l’azienda di trasporto non avrebbe potuto sopravvivere.

Il 13 novembre 1956 la Corte Suprema degli Stati Uniti abolì, perché incostituzionale, la segregazione razziale sui mezzi pubblici.

Un no che ha fatto la storia, trasformando per sempre questa donna in un’eroina dei diritti civili, un simbolo della lotta contro la segregazione razziale.

Nel 1999 Rosa Parks ricevette la medaglia d’oro del Congresso, e le parole del presidente Bill Clinton furono “Lei quel primo dicembre 1955, mettendosi a sedere, si alzò per difendere i diritti di tutti e la dignità dell’America”.

Il gesto di Rosa Parks ci ricorda che a volte bisogna “dire di no”, perché è da lì che nasce il cambiamento, ma soprattutto che contro il razzismo e qualsiasi tipo di prevaricazione è fondamentale prendere posizione e fare la propria parte. Per sostenere una giusta causa a volte è necessario alzarsi in piedi, altre volte rimanere seduti o, perché no, mettersi in ginocchio purchè non ci si sottragga.

“ Non devi mai avere paura di quello che stai facendo, se quello che stai facendo è giusto”. (Rosa Parks)

 

 

 

 

 

“Rosa Parks defies segregation on Alabama bus” by Chris Green is licensed under CC BY-NC-SA 2.0

“Rosa Parks’ mugshot” by rbanks is licensed under CC BY-NC-ND 2.0

“Rosa Parks’ Bus” by sabudama is licensed under CC BY 2.0

“Rosa Parks fait le mur” by Jeanne Menjoulet is licensed under CC BY-ND 2.0

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