Roma: dare fuoco alla cultura, cui prodest?

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Incendio a Centocelle- di Antonietta Doria-

Stanotte,  alla vigilia della sua nuova apertura, è stata data nuovamente alla fiamme. Si tratta della Libreria bistrot antifascista “La pecora elettrica”, in via delle Palme, nel quartiere Centocelle, a Roma, già distrutta da un rogo lo scorso 25 Aprile. Una data inequivocabile per commettere un tale misfatto. Con una grande gara di solidarietà, per mezzo di un crowdfunding, il locale era stato ristrutturato. Ma ancora una violenta battuta d’arresto. Intorno alle tre della scorsa notte è stata forzata la saracinesca ed è stata distrutta. Nuovamente. Sul posto è stato ritrovato liquido infiammabile.

Facile agire di notte. Facile cercare di colpire al cuore un quartiere, mirando ad un luogo di cultura e di aggregazione. Strano assistere ad episodi simili, che si ripetono. Strano pensare però che anche il locale di fronte alla libreria in questione sia stata incendiato nella notte tra l’8 ed il 9 ottobre. E non vendeva libri, ma pinse. Pinse romane.

Sarebbe il caso davvero di capire cosa stia succedendo nel quartiere descritto da Pier Paolo Pasolini nel suo romanzo” Ragazzi di vita”, quello stesso quartiere in cui “la popolazione seppe reagire con indomito coraggio nella lotta partigiana, fulgido esempio di lotta comune”. Ma erano  altri tempi.

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