Regno Unito: con l’agognata Brexit, schiaffo in pieno volto all’Europa

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Boris senior chiede la cittadinanza francese- di Claudia Izzo

“Abbiamo la libertà nelle nostre mani”. Sono state queste le parole di Alexander Boris de Pfeffel Johnson, Primo Ministro del Regno Unito dopo la Brexit, una parola che sa di uscita,  infatti la parola stessa, la sincrasi in questione, indica il processo che ha posto fine all’adesione del Regno Unito all’Unione Europea secondo le modalità previste dall’articolo 50 del Trattato, come conseguenza del referendum in cui il 52% dei votanti ha scelto l’uscita contro un 48% che intendeva rimanere.

E così, ieri sera, con il Big Ben che scoccava le ore 23.00, per l’ Inghilterra, Scozia, Galles ed Irlanda si è concretizzato il processo i cui negoziati erano iniziati a marzo 2017; una sorta di divorzio con Bruxelles in grande stile.

Eppure, appena a poche ore dalla firma d’intesa del premier inglese, è proprio il padre del premier, Stanley, che non ci sta ed annuncia pubblicamente la sua volontà di far richiesta delle cittadinanza francese, per non creare un taglio netto con l’Unione Eurpea, quella terra che lo lega alla sua famiglia. Nonno francese, madre francese, Johnson senior reclama cioè quanto già in suo possesso perché “si resta sempre europei.”

Ma cosa cambierà realmente per coloro che vedono in questo Paese una meta di studio, di viaggi, di vita?

Tariffari telefonici.

Tanto per cominciare, i piani tariffari telefonici utilizzati finora dai cittadini italiani che sono nel Regno Unito, ora con la Brexit,  prevedono una riformulazione per quanto riguarda gli accordi sugli addebiti reoaming.

Circolazione.

A terminare è poi la libertà di poter raggiungere liberamente il Regno Unito: si renderà infatti necessario il passaporto (senza visto) per raggiungere il Regno Unito e restarci fino a tre mesi. Per coloro che intendono trattenervisi oltre, per ragioni lavorative o di studio, serviranno visti analoghi a quelli richiesti attualmente agli stranieri non comunitari. Vi saranno poi liste di priorità legate al possesso di un contratto di lavoro già garantito, con un salario minimo annuo lordo da 25.600 sterline (oltre 28.000 euro), valutando con un sistema a punti, il livello delle proprie specializzazioni e la padronanza della lingua inglese.

Diritti pre-Brexit

Per i circa 4 milioni di europei, di cui oltre 700.000 italiani,  per mantenere i diritti pre-Brexit, bisogna,  entro giugno 2021, iscriversi al “Eu Settlement Scheme”, istituito in forma digitale presso l’Home Office a tutela di un trattamento equiparato a quello dei cittadini britannici.

Università

Per i più giovani che sognano università prestigiose come  Oxford e Cambridge, iscrivendosi già per questo 2021, si pagherà una retta piena, al pari degli extracomunitari, fino a 30.000 euro per ogni anno accademico.

Addio Erasmus.

Termina poi la possibilità di accedere ai programmi Erasmus, troppo onerosi per il governo Tory di Boris Johnson che verranno sostituiti con scambi global, allargati agli atenei americani ed asiatici intitolati al matematico inglese Alan Turing.

Dunque, se il Day Daily Express ha pubblicato in  prima pagina la scritta “Libertà”, sull’Independent, è comparso il titolo  “Sganciati dall’amo o alla deriva?”; insomma tutto da vedere, capire per questa chiusura che cambierà tante cose in fatto di circolazione di merci, di persone, di pensieri.

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