Quirinale, Patriarca:”Nel Pd del Sud c’è più di qualcuno che guarda a Berlusconi”

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di Edoardo Sirignano-

Annarita Patriarca, consigliere regionale designata tra gli elettori che decideranno chi sostituirà Mattarella al Colle, sostiene come nel Pd ci sia più di qualcuno, soprattutto al Sud Italia, che riconoscendo il profilo internazionale di Silvio Berlusconi sia disposto a votarlo.

Cosa vuol dire partecipare a un momento cruciale per la vita del Paese?

«E’ una grande soddisfazione e allo stesso tempo una responsabilità. Rappresento la Regione Campania, gli elettori di centrodestra di questo territorio. Sono molto contenta perché non è stata un’elezione facile. Abbiamo dovuto vincere la concorrenza dei 5 Stelle. Alla fine, però, la soddisfazione è doppia perché sono stata eletta con un numero superiore anche a quello della stessa opposizione di centrodestra».

Considerando la sua storia politica, voterà Silvio Berlusconi?

«Assolutamente sì e lo testimonia la mia appartenenza da sempre a Forza Italia».

Esiste, a suo parere, un piano b alternativo al Cavaliere per il centrodestra?

«Adesso bisogna fare la battaglia per Berlusconi, che non soltanto è per una parte politica. Si tratta, piuttosto, di un’occasione in momento importante per l’intero Paese. Il Cavaliere può essere un valore aggiunto per l’Italia, una risorsa basilare in un periodo delicato. Pensiamo, quindi, solo a sostenerlo».

Come risponde a chi, come nel caso del Fatto Quotidiano, lo accusa di essere garante di prostituzione e corruzione?

«Non rispondo a chi dice stupidaggini. Non meritano attenzione. Viene purtroppo strumentalizzata la figura di chi ha subito negli anni una serie di processi vergognosi, essendo già arrivate per lui delle assoluzioni e altre sono in arrivo».

Salvini, intanto, lascia intendere l’urgenza di trovare una soluzione alternativa qualora non dovesse spuntarla Berlusconi. Cosa ne pensa di tutta questa celerità?

In questo momento si fa strategia politica. Poiché qualcuno sta strumentalizzando la candidatura di Berlusconi, ben fa chi ora butta acqua sul fuoco. Il centrodestra non può che misurarsi oggi su chi gli ha permesso di esistere e lo ha fatto crescere nel corso degli anni».

Non ci saranno franchi tiratori?

«Non credo. Il centrodestra tiene, come ha sempre fatto nei momenti cruciali della sua storia».

Patriarca rappresenta una Regione del Sud Italia a trazione centrosinistra. Secondo quello che sa, è possibile che qualcuno del Pd si convinca a votare Berlusconi?

«Ritengo che se ognuno si toglie i pregiudizi di parte possa considerare il valore strategico, anche internazionale, di questa figura, a maggior ragione in una fase difficile, considerando che non siamo usciti del tutto dalla pandemia e dalla conseguente crisi economica. Stiamo parlando di chi può fare la differenza. Al Sud esiste chi farà questo tipo di valutazione, pur non essendo del centrodestra».

Non mancherà, pertanto, chi non seguirà gli ordini di Letta e Conte…

«In questa fase al posto di chiacchierare, tutti dovremmo portare quanti più consensi possibili intorno al nostro candidato che è Berlusconi, nonché spegnere le polemiche e le strumentalizzazioni di chi ad arte sta cercando di buttare fango sul suo nome».

Per quanto riguarda Draghi, ritiene che il premier possa lasciare Palazzo Chigi per trasferirsi al Quirinale?

«In politica tutto è possibile. La questione, comunque, è un’altra. Bisogna valutare se all’Italia oggi conviene che Draghi lasci la guida del Paese e soprattutto se esiste un’alternativa che abbia la sua stessa leadership non solo interna, ma anche esterna. Altrimenti rischiamo un salto nel vuoto. Non ci sono le possibilità e i tempi per costruire un’alternativa credibile a Draghi e che garantisca un’unità delle forze che allo stato sostengono l’attuale esecutivo».

 

 

 

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