Quando non ci sono più parole

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Il dolore che si non si consola- di Claudia Izzo-

Si terranno domani 10 ottobre alle ore 16,30  presso la Chiesa Madre di Santa Maria a San Mango Piemonte, i funerali di Melissa La Rocca,  la ragazzina di 16 anni morta durante una interrogazione presso il Liceo Da Vinci. L’atroce notizia ha scosso l’intera città di Salerno e non solo, propagandosi sulle testate nazionali.

Morire nel fiore dell’età crea ancor di più dolore e sgomento. Morire in un’aula accanto ai tuoi compagni è un cazzotto in pieno volto perché quel luogo è associato alla crescita, al fluire della vita, a quel periodo nei banchi, unico ed indimenticabile dove si inizia  a definire davvero chi siamo ed a capire le persone: non si conosce nessuno meglio dei propri compagni di classe. E Melissa era bella e intelligente, con tutto il suo amore per il calcio ereditato dal papà Vinicio. Melissa poteva essere nostra figlia, nipote…

L’insistenza dei genitori per l’esame diagnostico per capire le reali cause del decesso, tenendo conto della prematura scomparsa del nonno della ragazza avvenuta a soli 40 anni, è dunque  un modo per capire se il decesso sia stato causato da una malattia cardiaca congenita non diagnosticata, prevenendo altre situazioni tragiche.

La scuola deve andare avanti col sostegno di una psicologa, i fiori sul suo banco, una ciocca di  capelli raccolti in una treccia che i genitori hanno richiesto per sentire sempre accanto  la loro  Melissa: tutto porta alla vita che deve continuare ad andare avanti anche se non sarà più la stessa.

Se il nome Melissa deriva dal nome della ninfa che si tramutò in fonte, Melissa ora sarà luce eterna per tutti i suoi cari.

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