Le parole senza senso di Tajani, ma la famiglia è tale purchè ci sia amore

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di Pierre De Filippo-

“La famiglia, nucleo fondamentale della nostra società, senza figli non esiste”.

Preferisco lasciare un rigo vuoto per permettere al lettore di comprendere bene la portata dell’affermazione di cui sopra.

Chi l’ha pronunciata è Antonio Tajani, già Presidente del Parlamento europeo, numero due di Forza Italia, candidato premier per il suo partito nel 2018 e politico di lungo corso.

Politico che, evidentemente, questo “lungo corso” non l’ha utilizzato più di tanto per migliorare la qualità dei suoi pensieri e delle sue esternazioni e, sia chiaro, il mio non è un giudizio politico, è un giudizio umano.

Da quella di Nazareth alla famigghia di Don Vito Corleone, le possibili declinazioni della parola famiglia sono talmente tante che sarebbe sciocco volerne tracciare un elenco e, ancora di più, avere la pretesa che questo fosse esaustivo. Da oggi scopriamo che centinaia di migliaia di coppie che non hanno avuto la benedizione di un figlio non sono una famiglia.

E allora cosa sono? Una cooperativa? Un’associazione? Un partito politico? Una setta? A Tajani l’onere di fornire una risposta. Che sia sensata, questa volta.

Un figlio, all’interno di una famiglia è, appunto, una benedizione: se arriva, accresce l’amore e l’affiatamento, porta preoccupazioni e gioie, piccole conquiste e dispiaceri. Scombussola e stravolge, arricchisce e spaventa, sicuramente cambia.

Se arriva.

Se non arriva, amen. Non rappresenta certo un attestato di affiatamento nella coppia, senza il quale è bene che ognuno prenda la propria strada. Un figlio è un dono, non lo si vince coi punti della spesa.

Poi, ci sono tante coppie che, legittimamente, non vogliono figli, non ne avvertono il bisogno, la necessità, che si ritengono complete così. Sono contente così? Lo siamo anche noi per loro.

E poi, certo, tutte quelle altre famiglie che, per carità, manco a parlarne: quelle in cui entrambi i componenti hanno la barba o il mal di testa. Terribili, mortifere. Innaturali.

Oggi più che mai viviamo stretti nella morsa dell’ipocrisia: da una parte, discutiamo della consensualità del bacio del Principe Azzurro a Biancaneve, che tanto male non deve avergli fatto, visto che poi è risorta senza nemmeno aspettare tre giorni; dall’altra, di questo: di famiglia, di figli e di opinioni risibili oltre che offensive.

Viene da chiederci in che giardino dell’Eden viviamo per poterci permettere di basare il nostro dibattito pubblico su questi temi, di che stato di grazia godiamo, su che pace, serenità, benessere e abbondanza possiamo contare.

Sappiamo bene, invece, che viviamo in un mondo cattivo ed incattivito, spregiudicato e senza sentimento. Un mondo senza guide e senza esempi, senza bandiere.

E allora – se non abbiamo guide – sta a noi indicare il sentiero, la rotta, la direzione. La famiglia è quella con i figli ed è quella senza figli; è quella dei conviventi e degli amori a distanza, dei fidanzati, dei compagni, dei promessi, dei mariti, delle mogli, alle volte anche dei rispettivi amanti; delle coppie arcobaleno, di quelle bicolore, di quelle bianconere e di quelle giallorosse, di quelle che hanno un cane e di quelle che hanno un gatto, il pesciolino rosso ed il criceto che corre sulla ruota.

La famiglia può essere tutto e il suo contrario. Purché ci sia amore.

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