Piazza della Libertà, storia di un progetto

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Chi ricorda la Salerno di ieri ricorda bene come l’ex Jolly Hotel, fino al 2010, chiudesse la passeggiata del Lungomare Trieste. Nell’area tra l’hotel in questione, via Alvarez e la cinta del porto vi erano l’Istituto Nautico, i cantieri nautici, depositi di marmo e legname in una zona che fu definita “le chiancarelle”.

Oggi, in questa zona sorge Piazza della Libertà.

Facciamo un passo indietro. E’ il  1994 quando si ha il primo progetto dell’area di Santa Teresa a firma dell’ architetto e urbanista spagnolo Oriol Bohigas, a cui nei primi anni ’90 fu  dato, dall’allora sindaco De Luca,  l’incarico di progettare il nuovo Piano Regolatore Generale della città di Salerno. Il suo progetto per la zona di Santa Teresa prevedeva la realizzazione di  una piazza di 16.000 metri quadrati che ha poi raggiunto i 28.000.

La gara internazionale nel 2007 vide classificarsi al secondo posto l’architetto Francesco Cellini con il gruppo EE&K Architects di Washington (autori del Battery Park di New York) ed al terzo posto l’architetto britannico   David Chipperfield. Il progetto di Ricardo Bofill che si aggiudicò il primo posto, affidato allo studio romano Lotti&Associati, fu poi approvato nel 2008, dopo il via libera da parte della Soprintendenza.

Nel 2009 il progetto fu presentato dall’allora sindaco Vincenzo De Luca e da Ricardo Bofill, con la realizzazione e l’illustrazione del grande plastico  presso la Galleria Capitol. Nel 2012 si riscontrarono problemi strutturali riguardanti un “dimensionamento inadeguato nei confronti del fenomeno del punzonamento in tutto il solaio di copertura della piazza” e nel 2013 la Procura della Repubblica dispose un sequestro probatorio per l’area del cantiere che poi divenne preventivo;  la Prefettura di Salerno emise intanto un’interdittiva antimafia nei confronti della ditta di costruzione, che portò il Comune di Salerno alla rescissione contrattuale.

Risultata la gravità dei difetti e il conseguente inadempimento dell’appaltatore in ordine all’obbligo di corretta esecuzione dell’opera  fu dato, pertanto, un nuovo mandato per  redigere il progetto di ripristino strutturale di tutti i settori di piazza della Libertà, il cantiere fu dissequestrato per permettere l’esecuzione dei lavori di messa in sicurezza, che dopo il rifiuto da parte del consorzio a farsi carico delle spese, furono affidati ad una ditta di Potenza.

La piazza, inaugurata lo scorso 20 settembre, parte finale del Lungomare Trieste, si presenta come un emiciclo di 150 metri, delimitata dal Crescent e si estende su  28.000 metri quadrati. Completa il disegno una parte triangolare che definisce l’affaccio  a sud e sud- est divise  con un un asse di collegamento tra il lungomare e l’area del molo Manfredi. La parte interrata ha funzione di parcheggio pubblico ed ai patii del parcheggio interrato, inoltre, corrispondono due aperture speculari caratterizzate da ampi giardini dai quali spiccano esemplari di Washingtonia robusta.

Di ispirazione normanna sono i disegni sulla pavimentazione; il marmo verde imperiale “Guatemala” è stato utilizzato per i petali del fiore centrale e per la zona triangolare, nella parte restante vi sono lastre di pietra lavica etnea, granito nero assoluto “Zimbabwe” e travertino. Il diamante si trova nel vertice del triangolo, caratterizzato da uno specchio d’acqua, ai cui lati si aprono rampe di scale che portano alle passeggiate, dove sorgeranno attività commerciali.

Fotografie a cura del dr Daniele Orilia

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