Morto Rocco Giuliano, sindaco di Polla, un uomo perbene che ha dedicato la vita alla sua comunità

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-di Maria Gabriella Alfano- Per gli uomini delle Istituzioni a volte la “Ragione di Stato” prevale sui sentimenti.

Per Rocco Giuliano non era così. Nella sua lunga attività politica non aveva mai smarrito i sentimenti di umanità e di empatia con la comunità che amministrava, rimanendo sempre nei confini della legalità.

Con la sua scomparsa Polla e il Vallo di Diano perdono un testimone importante della loro storia e un Interprete dei bisogni delle persone.

Lo conoscevo da anni. Le nostre vite si erano incrociate più volte. Prima alla Provincia di Salerno e con maggiore frequenza dopo.

Nel 2013 era stato eletto Sindaco di Polla, mandato confermato nel 2018 con un consenso molto ampio.

Ancora prima era stato vicensindaco del comune valdianese in due tornate. Una storia la sua che ha fatto di lui uno degli amministratori più significativi del Vallo di Diano.

Era un Sindaco aperto all’innovazione con il quale avevo più volte dialogato da Presidente dell’Ordine degli Architetti di Salerno.

Da Commissaria della Riserva Naturale Foce Sele-Tanagro, trovai in lui un interlocutore attento ad affrontare i problemi del fiume, in una visione integrata, inclusiva e concreta. Amava molto la sua Comunità e si vedeva.

Ricordo che nel maggio 2017 mi invitò a partecipare alla manifestazione finale del “Concorso di idee per la riqualificazione urbana del Lungofiume Tanagro” che aveva promosso con il contributo della collega architetto Maria Citarella, assessore ai Lavori Pubblici del comune.

Per condividere con i concittadini le idee-progetto suggerite dai partecipanti era stata allestita una Mostra nella Chiesa della SS. Trinità. I risultati del concorso erano quanto mai interessanti e furono arricchiti dagli interventi dei gruppi vincitori.

Al termine il Sindaco Giuliano mi donò un libro sulla storia di Polla da lui definito “un prezioso scrigno di arte, di storia e di cultura” che mi dedicò “con sincera stima e amicizia”.

Quel giorno, passeggiando con lui nel paese, mi complimentai per la pulizia delle strade, per i fiori nelle aiuole, per il verde curato. Gli chiesi come riusciva a far fronte alla spesa della cura del verde. Mi rispose che era tutto merito dell’integrazione che era riuscito ad attuare tra residenti e migranti.

Non so se è ancora così, ma all’epoca c’era lo SPRAR, il Servizio centrale del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. A Polla funzionava molto bene: il Comune, mi disse orgoglioso il Sindaco, era riuscito a inserire 70 ragazzi   provenienti dai centri di accoglienza ai quali aveva affidato la cura del verde, la consegna della spesa agli anziani, la pulizia delle strade cittadine. Si era rivelato, concluse, un ottimo sistema per favorire l’integrazione e far cadere i pregiudizi.

Questo era Rocco Giuliano, una persona per bene, un uomo sensibile di grande umanità. Non lo dimenticheremo.

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