Morire in Questura, “Minchia Signor Tenente”

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Dolore e rabbia- di Claudia Izzo-

“Dormite sogni tranquilli, questa notte c’è la Volante 2 e tutto è a posto”. Inizia così il video girato prima di uno dei tanti pattugliamenti che ritrae l’agente scelto Pierluigi Rotta e Matteo Demenego, sorridenti. Parte la canzone “Figli delle stelle” di Alan Sorrenti ed i due aggiungono ” Speriamo bene, e niente, buna notte”. Mandano un bacio. Sono due giovani uomini, l’uno di Pozzuoli, l’altro di Velletri, hanno 31 e 34 anni ed indossano la divisa. Per proteggere la gente, per servire lo Stato.

“Speriamo bene” …. dicevano quella sera, la Volante 2 avrebbe protetto la città avvolta dalla notte, ma chi ha protetto i due agenti? Una settimana prima, tra le tante cose, Rotta e Demenego avevano dissuaso un minorenne dal suicidarsi, e pochi giorni dopo sarebbero stati freddati da un ventinovenne di origini dominicana,  Alejandro Stephan Meran, in stato di fermo per il furto di uno scooter.

Secondo la ricostruzione dei fatti,  una donna viene rapinata in via Carducci e scaraventata a terra da un giovane uomo che le ruba lo scooter, Alejandro Stephan Meran, appunto. Questi però, pentito, avrebbe chiesto aiuto al fratello 32enne. Sarebbe stato infatti proprio quest’ultimo, Carlysle Stephan Meran, a chiamare la Questura dicendo di aver appreso dal fratello del furto, rendendosi poi disponibile ad accompagnare gli agenti dal fratello per recuperare lo scooter, precisando che quest’ultimo  soffriva di disturbi psichici, pur non essendo seguito dai Servizi di Igiene Mentale.

Alejandro Stephan Meran,giunge così in Questura, in stato di fermo, qui chiede di andare in bagno e sfila la pistola di ordinanza all’agente Rotta; di qui  la raffica di proiettili contro quest’ultimo prima e contro l’agente Demenego, poi, che era uscito a vedere cosa stesse accadendo. 16 proiettili sparati a bruciapelo. E’ dall’agente Demenego  che il dominicano ruba la seconda pistola di ordinanza.Nel tentativo di fuga viene colpito gravemente  un terzo agente.

Il killer verrà colpito a sua volta all’inguine dagli agenti presenti all’esterno della Questura, ricoverato in ospedale, accusato di omicidio plurimo e tentato omicidio.

In migliaia per le strade di Trieste, uniti in una fiaccolata, la gente comune  piange i due giovani agenti, caduti nell’espletamento delle loro funzioni. Rabbia e dolore per due morti evitabili. Troppe le falle nel “sistema giustizia” in grado di garantire impunità ai malviventi senza la certezza e l’immediatezza della pena. Questo è uno dei tantissimi casi, un ennesimo urlo disperato da parte non solo dei familiari ma dei cittadini tutti che chiedono uno Stato attento e vigile nella protezione dei suoi stessi difensori. I sindacati non la mandano a dire, esplode ancora una volta la polemica sulla sicurezza per le Forze dell’Ordine. Teser, pistola elettrica che provoca  shock e  gap sottocamicia, potrebbero servire ad evitare tanti morti. Maggiore tutela per i nostri ragazzi, dunque, che rischiano quotidianamente la vita contro killer spietati che, forti di una totale impunità, non esitano a fare fuoco.

“Minchia signor tenente e siamo qui con queste divise
Che tante volte ci vanno strette
Specie da quando sono derise da un umorismo di barzellette
E siamo stanchi di sopportare quel che succede in questo paese
Dove ci tocca farci ammazzare per poco più di un milione al mese…”
(Giorgio Faletti)

 

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