Milano: venditore di rose del Bangladesh lanciato nella Darsena

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-di Claudia Izzo-

Ma chi l’ha detta poi questa cosa che nel post Covid 19 saremmo stati tutti più buoni? Credo di averla letta o sentita da qualche parte senza farci troppo caso perchè è un’affermazione che non attacca. E infatti.

Essere più buoni dopo il Covid significherebbe che il Covid si sia estinto e non è vero, ma poi significherebbe che abbiamo capito la lezione. Avremmo cioè capito che non siamo eterni, che basta qualcosa di invisibile a rispedirci al Creatore, che davvero la vita è fatta di attimi che non ci sono dovuti, quindi bene per chi ha un buon carattere e la vita la sa vivere bene, apprezzando sfumature quotidiane. A questo punto sorrido perchè mi viene in mente mia nonna. Ma questa è un’altra storia.

Quello che stavo pensando è che in fondo, come era prevedibile, non abbiamo capito niente e non siamo diventati più buoni, più altruisti, più empatici.  Abbiamo già dimenticato le lunghe file di mezzi militari che trasportavano persone morte in un soffio, a causa del Covid, il più delle volte senza un ultimo bacio, una mano amica accanto.

Un episodio tra tanti?

E’ estate. Riscoppia la movida anche a Milano. C’è voglia di divertirsi. Siamo lungo la Darsena, quel bacino acqueo artificiale situato a Milano utilizzato per l’ormeggio ed il rimessaggio delle imbarcazioni che navigavano i Navigli. Sono circa le due di notte quando due giovanotti italiani sui 25 anni lanciano nelle acque un uomo del Bangladesh di 55 anni. Vendeva rose.. .

D’istinto mi verrebbe voglia di conoscere i visi dei loro genitori. Le telecamere hanno ripreso tutto e si vedono i due giovani compiere l’empio gesto e darsi alla fuga. La vittima, una volta tratta in salvo, è stata visitata dal personale del 118 ma all’arrivo degli agenti della Polizia non ha voluto sporgere denuncia. Non si sa cosa sia successo, ma comunque non è la prima volta che venditori di rose finiscono male. Qualche volta nella Darsena.

Vendeva rose. Vendeva soltanto rose. Non conosciamo la sua vita. Sappiamo però che quelle rose perse nelle acque erano la sua speranza.Probabilmente ha una famiglia lontana ed una casa di fortuna in Italia.

Ognuno ha una storia.

Ma come si fa? Ma davvero siamo diventati così cinici. Ah, già, tanto non è capitato a noi, possiamo far finta di non vedere. Ma arriverà il giorno in cui capiterà a noi, solo che forse proprio qualche buon uomo del Bangladesh ci aiuterà e forse ci raccoglierà anche le nostre rose.

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