Maturità 2020: tra mascherine, senza prove scritte, è un altro mondo

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di Claudia Izzo-

Gli esami sono vicini e tu sei troppo lontana dalla mai stanza … notte di nonne alla finestra … notte di giovani attori, di pizze fredde e di calzoni, notte di sogni di coppe e di campioni, notte di lacrime perché la matematica non sarà mai il mio mestiere … Claudia non tremare, non ti posso far male , se l’amore è amore…” cantava Antonello Venditti nella sua “Notte prima degli esami”, inno di tutti i maturandi anni ’90. Non mi dite niente, ma la canzone va in automatico ad ogni maturità, di chicchessia !

Questa  maturità 2020, post quarantena Covid-19,  si presenta come un appuntamento sui generis, facilitata rispetto al passato, com’è stata per l’Aquila e l’Emilia dopo i terremoti del 2010 e 2012; anche qui  l’orale è stata l’unica prova da affrontare. Causa di forza maggiore. Nessuna ricerca per ipotizzare la traccia del tema, nessun pomeriggio a cercare collegamenti che potessero portare all’autore scelto dal Ministero, nessuna esercitazione in più di latino o di greco. Nessuna corsa sulle scale di questi imponenti Licei, verso i banchi perché, si sa, la versione è una cosa seria. Nulla di tutto ciò, nulla di simile a noi maturandi di un po’ di tempo fa.

Un’ora a disposizione da oggi in poi per tutti gli studenti in cui dover dare il meglio di sé, con una tesina concordata per poi passare al programma realizzato nell’anno  grazie alle lezioni da remoto, attraverso il pc; lezioni che i ragazzi hanno seguito da casa: maglietta sopra e pezzo del pigiama sotto, senza aule, senza momenti condivisi con i compagni. L’aula è stata virtuale. I ragazzi hanno scoperto angoli delle abitazioni dei loro prof, tutto attraverso un pc. Ed ancora in quest’ora di esame si parlerà delle esperienze di Alternanza Scuola-Lavoro, tempo quasi mai egregiamente sfruttato da chi aveva la possibilità di creare passioni nei ragazzi. Cinque ragazzi per volta nell’arco delle mattinate, avranno accanto tutti i membri interni ed il presidente di commissione esterno. E poi c’è la mascherina, compagna degli ultimi tempi Covid 19,  da tenere sulla bocca nei corridoi e da abbassare per la discussione. Una nuova copertina di Linus.

Federico Maria è uscito dall’aula soddisfatto, con la sua camicia celestina e la sua mascherina rimessa sulla bocca. Il suo Liceo Classico nel cuore di Salerno sarà da domani un bel ricordo. Ora ci sono altre scelte da valutare.

La vita è fatta di fuori programma  e situazioni da affrontare, ed il Covid lo è stata, e si sa,  vince chi si adegua presto. Tanto, questa generazione non conosce la modalità delle maturità precedenti, non conosce neanche Venditti,  non sa cosa si è persa, ma certo ne guadagnerà in voti più alti. E’ il loro esame, la loro maturità, sarà il loro ricordo.

Va benissimo così.

In bocca al lupo ragazzi!

Ad maiora, Federico Maria, che le tue scelte siano quelle giuste per te!

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