Lutto nel mondo del giornalismo, è morto Sandro Petrone, storico volto del Tg2

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Lui che ha documentato tante guerre, la sua di guerra contro il tumore al polmone l’ha persa oggi.  Il volto RAI che ha condotto, con stile e professionalità, dal 1997 al 2012, l’edizione delle 13 del TG2 si è spento oggi a Roma, a 66 anni.

Le guerre lui le ha raccontate come primo italiano dal Kuwait liberato, e poi ex Jugoslavia,Kosovo,  Iraq, Libano. Ha documentato sugli attentati dell’11 settembre in Usa, dell’11 marzo a Madrid, Iran, Afghanistan, Libano, Libia, ed è stato anche il primo giornalista italiano a coprire grandi eventi adoperando una propria telecamera (Guerra del Golfo, crollo dell’URSS, Guerra in Jugoslavia). Ha lavorato nelle sedi di corrispondenza RAI di New York, Londra, Parigi, Mosca. Segue dal 1992 le elezioni presidenziali americane, con lunghe permanenze negli Stati Uniti.

Napoletano, esordisce diciottenne come copywriter nell’azienda di famiglia, Octa Marketing e comunicazione (Assap-Assocomunicazione) dove darà vita al settore audiovisivo, mentre è negli anni settanta che diviene  esponente della corrente  culturale e musicale partenopea cosiddetta Vesu-wave, legato al movimento dei cantautori italiani. E’ con la raccolta di canzoni e blues Blues in blu ha vinto il Premio Santa Marinella 2003. Nel 2010 ha pubblicato l’album “Last call – note di un inviato” e nel 2016 il progetto crossmediale “Solo fumo”.

Dopo gli anni dedicati alla musica da cui in realtà non si allontanerà mai definitivamente, lascerà il ruolo di  cantautore nella Napoli degli amici Edoardo Bennato, Enzo Gragnaniello, Pino Daniele, Tony Cercola, per dedicarsi al giornalismo.”Mi piace raccontare le storie degli uomini – ha scritto su Myspace – e le storie che servono a denunciare gli abusi che minacciano la democrazia. Perciò per molti anni ho fatto il cantautore del Neapolitan Power. Quando non potevo ancora fare il giornalista. E da giornalista ho continuato a comporre canzoni, soprattutto durante i reportage all’estero, parole spinte dalle emozioni che nei servizi televisivi non trovavano posto. Canzoni che gli altri possano cantare. Anche la musica serve a mantenere in vita la gente. La musica è vita. E le parole in musica, un filo conduttore dell’esistenza”.

Il suo libro, diventato famoso “Il linguaggio delle news – strumenti e regole del giornalismo” è edito da Rizzoli.

 

 

 

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