L’ultima carta di Nadia Toffa giocata con coraggio

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“La vita è proprio come ti giochi quell’ultima carta”- di Claudia Izzo-

Li chiamano “guerrieri” perché, quando sono chiamati a questa maledetta guerra denominata “cancro”, devono sfoderare le loro armi migliori, il coraggio che semmai non hanno mai avuto. Non a tutti piace questo termine. Ho un’amica che ha iniziato la sua battaglia, a cui il termine mette ansia e non vuole essere chiamata così. Questione di termini.

Nadia Toffa, bresciana, giornalista, noto volto televisivo, un mix di solarità e professionalità è diventata la “guerriera” per eccellenza perché la sua Via Crucis l’ha voluta condividere sui social con migliaia di followers, fin dall’inizio. Era il 2017. Lei, conduttrice de “Le Iene”, viso solare, ha lottato tra un sorriso, una ricaduta, una speranza e tanti post. Nadia Toffa si è spenta il 13 di questo agosto, a soli 40 anni, dopo un combattimento accanito contro questo male. Il 1 luglio l’ultimo post. Il 13 agosto la triste notizia che ha commosso l’Italia intera. 40 giorni di silenzio in cui, stando a quanto riportato da chi le è stato vicino, Nadia ha raccolto le ultime forze per l’addio, con la famiglia accanto.

Chi ha avuto o ha un guerriero in famiglia sa di cosa si parla.

Una bara bianca, fiori bianchi  ed una cravatta nera a ricordare questa giovane giornalista, salutata all’uscita della chiesa all’urlo di “Ciao, guerriera” mentre risuonavano le  note “Halleluja” di Leonard Cohen. I funerali di oggi al Duomo di Brescia sono stati celebrati, per volontà della giornalista, da don Maurizio Patricello, parroco di Caivano che da anni si batte per la Terra dei Fuochi, quello stesso territorio martoriato tra la provincia di Napoli e quella di Caserta a cui Nadia Toffa ha dedicato numerosi servizi televisivi. In queste zone ad essere stati interrati sono i rifiuti tossici, rifiuti speciali che avrebbero dovuto seguire ben altro iter. Qui, numerosissimi sono anche i  roghi sempre di rifiuti tossici che hanno creato  e continuano a creare un impatto devastante sulla salute della popolazione locale determinando picchi di neoplasie. Tumori. Cancri.Fu il Rapporto Ecomafie del 2003 curato da Legambiente a mettere a nudo la verità e poi Saviano nel libro “Gomorra” ha usato il termine “Terra dei fuochi” nel suo undicesimo e ultimo capitolo, sdoganandolo. Nadia Toffa si è dedicata ai problemi del territorio, problemi che affliggono la gente comune che una voce in capitola non ce l’ha. Atri servizi televisivi li ha realizzati sulle presunte truffe compiute da farmacie ai danni del servizio nazionale italiano, per la durata tre mesi, dove finì a processo insieme ad altri per presunta diffamazione; sulla proliferazione delle sale slot machines, sulla “terra dei veleni” a Crotone.

40 anni, giusto il tempo di diplomarsi al Liceo Classico, Laurearsi in Lettere con percorso storico- artistico all’università di Firenze e farsi notare nel mondo giornalistico per determinazione, professionalità e coraggio. “Quando il gioco si fa duro” è il suo libro del 2014 sul  fenomeno dell’ azzardopatia in Italia con cui  nel 2015 vinse il primo premio nella sezione TV del Premio Internazionale Ischia Giornalismo. Conduttrice del talk show Italia 1 Open Space, nel 2017 si dedicò ad un servizio su un presunto pericoloso esperimento nucleare tenuto nascosto nel laboratorio del Gran Sasso, servizio smentito e giudicato privo di fondamento dal mondo accademico e da altre fonti.  Nel  2018 si aggiudicò il Premio Luchetta per un reportage sulla prostituzione minorile nella periferia di Bari. Una vita professionale fatta di sfide e di tematiche scottanti.

Una chemioterapia, la sua,  affrontata con dignità innanzi a tutta Italia, una parrucca portata senza vergogna, perché avere il cancro vuol dire anche questo. E’ il coraggio che Nadia Toffa lascia a tutti in eredità, la consapevolezza di dover affrontare a muso duro tutto ciò che la vita ci riserva, temi espressi in “Fiorire d’inverno. La mia storia”, (Mondadori, 2018).

“Ho sempre creduto che la vita fosse disporre sul tavolo, nel miglior modo possibile, le carte che ti sei trovato in mano. Invece all’improvviso ne arriva una che spariglia tutte le altre, e la vita è proprio come ti giochi quell’ultima carta. Per ciascuno di noi l’esistenza è costellata di eventi che in prima battuta sono sembrati inaffrontabili, e invece poi hanno portato a una rinascita, a un nuovo equilibrio. Penso che ci sia un ordine più saggio che governa il mondo e di cui spesso ignoriamo il senso, la prospettiva. Per questo ho una grande fiducia, mi alzo sempre col sorriso. Certo che preferisco il sole, ma quando ci sei in mezzo scopri che anche la neve ha la sua bellezza. La malattia, l’avere bisogno di aiuto, mi hanno costretto a riprendere contatto con la mia parte più tenera e indifesa, quella più umana. Era come se mi fossi dimenticata che la fragilità non è una debolezza, ma è la condizione dell’essere umano ed è proprio lei che ci protegge, perché ci fa ascoltare quello che proviamo, quello che siamo, nel corpo e nel cuore.”

Addio Nadia, che la terra ti sia lieve.

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