Luana D’Orazio: di lavoro si muore

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-Incidente sul lavoro in una fabbrica tessile, muore giovane mamma di 22 anni- di Clelia Pistillo

Si è consumata da qualche giorno un’ennesima morte bianca, quella di Luana D’ Orazio deceduta a soli 22 anni durante un turno di lavoro in un’ azienda tessile di Oste Di Montemurlo, in provincia di Prato.

Una vera tragedia.

Al momento risultano iscritti nel registro degli indagati la titolare dell’azienda e il responsabile della manutenzione dei macchinari. Sembrerebbe, secondo gli investigatori della polizia giudiziaria, che la giovane donna sia stata stritolata dall’orditoio perché era stata rimossa la saracinesca protettiva necessaria a prevenire gli infortuni. Si sta lavorando per capire cosa sia andato storto.

Il tema è quello delle morti sul lavoro. Solo nei primi tre mesi di quest’anno all’Inail sono arrivate 185 segnalazioni di infortuni mortali che continuano ad aumentare ogni anno. Si è registrato che, oltre due persone al giorno, sono morte nei primi tre mesi dell’anno.

Da un’analisi territoriale emerge che le regioni con maggiore incremento di decessi sono Abruzzo, Lombardia e Campania mentre segnali positivi arrivano dalle isole dove si registra una riduzione del numero dei casi. Sta di fatto che questa continua ad essere un’emergenza.

In questi giorni si è detto di tutto, si è scavato nella vita di questa giovane donna evidenziando dettagli del tutto irrilevanti della sua morte. Un giornalismo sciacallo e trash, alla spasmodica ricerca di like e visibilità senza nessuna cura del dolore altrui e senza alcuna etica, ha dimostrato quanto la morte di una giovane e bella ragazza faccia più notizia di quella di un uomo, mettendo in evidenza un maschilismo che non guarda in faccia neppure il dolore e la morte.

Si è parlato del suo rapporto di coppia, delle sue aspirazioni, della comparsata in una pellicola,  dettagli  rivelati della sua vita personale che nulla avevano a che vedere con quello che è il punto principale di questa vicenda: una morte, un’altra morte bianca.

Allora gridiamolo a gran voce che  la sicurezza sui luoghi di lavoro non dovrebbe essere considerata un lusso, non si può risparmiare sui corsi di formazione sulla sicurezza, sui procedimenti di controllo e manutenzione dei macchinari. Eppure di lavoro si muore sempre di più. Che la politica se ne occupi. È questo il tema.

 

 

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