Londra: un Black Friday all’insegna del terrore jihadista

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Ancora terrore a Londra- di Claudia izzo-

Oggi la commemorazione delle due ultime vittime dell’ISIS, vittime innocenti dell’attacco al London Bridge. Centinaia le persone accorse, con il premier Britannco Boris e i leader politici.

L’ISIS ha rivendicato l’attacco di Londra. Ore 14 locali, 15 in Italia di questo 26 novembre, Black Friday 2019.  L’ISIS ha colpito ancora, mietendo due vittime, stavolta attraverso il 28enne Usman Khan.

Un nome come un altro se non si trattasse di un ex carcerato in libertà vigilata con tanto di braccialetto di sorveglianza, condannato nel 2012 a 16 anni per reati di stampo terroristico. Un affiliato di Al Qaida, per dirla in breve, scarcerato in anticipo per aver accettato un programma di deradicalizzazione.

Verrebbe da chiedersi se vi è più follia nell’uccidere in nome di un fantomatico Dio o nel mettere in libertà, seppur vigilata un fanatico jiadista.

Ricostruendo i fatti, l’ex galeotto aveva partecipato ad una conferenza sulla riabilitazione dei detenuti organizzata dall’Università Cambridge, nella sala londinese Fishmongers’Hall. Sembrerebbe che l’uomo avesse minacciato di far saltare la sala, prima di uscire dirigendosi nel pieno centro cittadino, nel cuore dello shopping, tra residenti, impiegati, turisti, scagliandosi su chiunque trovasse a tiro. Un  clichè, questo, a cui siamo disperatamente abituati, se davvero ci si può abituare al terrore ed alla follia.

L’uomo, coltello alla mano e con indosso un giubbino esplosivo, che dopo si scoprirà essere falso, già nell’imbocco del ponte sferra i primi colpi con la sua lama tagliente, uccidendo Jack Merritt 25enne che come la successiva vittima, una donna, era un ex allievo della Cambridge, impegnati entrambi proprio nel progetto di recupero dei detenuti.

2 morti e 8 feriti il bilancio di un pomeriggio di terrore con centinaia di persone che fuggivano, cercando riparo anche nei locali commerciala, barricandosi dentro.

Poi coraggiosi passanti hanno cercato di fermare l’uomo, tra questi James Ford, anch’egli in libertà vigilata, condannato per l’uccisione di un disabile. Arrivano i poliziotti e l’uomo cade al suolo. Ancora morte.

Ancora terrore in una Londra stanca. Era  i 7 luglio 2005 quando quattro bombe esplosero in diversi punti della metropolitana di Londra nell’ora di punta. L’ISIS colpiva causando 56 morti e 700 feriti. Il 3 Gennaio 2017 su London Bridge erano tre gli uomini in un furgone che investirono i pedoni per poi schiantarsi, scendere e procedere a piedi accoltellando chiunque incontrassero. Ed anche in quel caso indossavano finte cinture esplosive. Il 22 marzo 2017 su ponte di Westminster un cittadino britannico di fede islamica a bordo di un SUV si lanciò sui pedoni. Schiantatosi contro un cancello del Palazzo, scendendo, accoltellò un agente di Polizia.

 

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