L’eroica resistenza del popolo curdo tradito dagli USA

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Traditi ancora una volta- di Claudia Izzo-

Recep Tayyp Erdogan, Presidente della Turchia, dopo aver costruito un muro di confine di 620 chilometri con fondi Ue e Onu per impedire ai profughi di raggiungere l’Europa, non intende interrompere ciò che ha iniziato. Si tratta dell’attacco nel nord est della Siria da parte del nuovo impero ottomano di Erdogan. Intanto, il popolo curdo viene letteralmente abbandonato dalle Nazioni Unite che non intervengono.  Vi è una inerzia  assordante di un mondo che dovrebbe fermarsi e che invece continua a girare come se nulla fosse.

Facciamo un passo indietro. Dopo la  Prima Guerra Mondiale, l’Impero Ottomano viene sconfitto ed il Trattato di Sèvres del 1920 prevedeva uno stato curdo. Con il Trattato di Losanna tutto questo svanisce e vengono disegnati i confini della moderna Turchia. I curdi restano minoranze dei rispettivi Paesi: Iran, Iraq, Turchia, Siria, Afghanistan, Armenia, Azerbaigian. Ed è  in questi Paesi che contro di loro sono stati e vengono  ancora oggi  perpetrati i più efferati misfatti:omicidi, abusi sessuali, deportazioni, sparizioni ad opera dei servizi segreti iracheni, torture, eliminazioni di massa con armi chimiche.

Le forze americane in questi duri giorni  non hanno rispettato i loro impegni, ritirandosi  dal confine tra Siria e Turchia, lasciando  che quella terra divenisse zona di guerra.Un ennesimo tradimento da parte della Storia e da parte degli USA per il popolo curdo; proprio loro, gli eroici curdi che hanno lottato con tutto il loro coraggio il terrorismo del Califfato. Ritirarsi oggi significherebbe lasciare nuovamente spazio all’Isis. Gli  Ezidi, antichissima minoranza etnico-religiosa, è scampata al genocidio totale da parte del Califfato solo grazie all’intervento delle milizie curde del nord dell’Iraq e della Siria. Secondo l’ONU, più di 5000 Ezidi sono stati uccisi e circa 5-7000 rapiti, tra cui molti bambini e donne, violentate e vendute come schiave sessuali. E’ dal 2 luglio che l’ISIS ha sferrato questa offensiva senza pari attaccando Kobane, città-simbolo del Kurdistan al confine con la Turchia. Ma Kobane non cede, non cade, sta respingendo l’offensiva.

Trump ha abbandonato dunque le forze curde al proprio destino. E’ vero, ha affermato di essere pronto a distruggere l’economia turca se Ankara continua su questa strada, dando vita a sanzioni contro attuali ed ex funzionari del governo, con stop immediati di negoziati ed aumento di dazi sull’acciaio fino al 50% . Ma intanto, la verità dei fatti, sotto gli occhi di tutto il mondo, è che  Trump permette che la Siria venga bombardata.

Violata la convenzione di Ginevra, il diritto umanitario internazionale, siamo nel 2019,  innanzi ad un ‘atroce pulizia etnica che imperversa da sempre. Siamo innanzi a  crimini di guerra . Sembra così che nulla sia cambiato nel tempo. Ma la storia non doveva essere magistra vitae?

Anche le donne delle antiche terre della Mesopotamia, innanzi a tale orrore,  hanno imbracciato le armi e stanno dando  vita ad una eroica resistenza. Donne e uomini di tutte le età stanno combattendo per difendere non solo se stessi ma l’umanità tutta, in nome della pace e della giustizia. Il resto del mondo sta a guardare proprio mentre i terroristi da ogni dove vanno ad unirsi al Califfato Islamico. E la Nato che fa? L’Onu? L’ Ue?  Intanto esplodono autobombe proprio nelle vicinanze delle prigioni dell’Isis con pericolo di fuga dei terroristi.E la Turchia continua a colpire presidi sanitari di emergenza. Le donne curde, belle e coraggiose continuano a combattere perché, come recita un manifesto greco a loro sostegno, ” Noi siamo qualcosa che non potrai mai uccidere. Noi siamo la speranza”

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