L’egoismo distruggerà l’Europa

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-di Giuseppe Esposito-

Ieri dalle pagine del Financial Times, l’ex governatore della BCE, Mario Draghi, invitava i paesi europei ad agire unitariamente per limitare i danni economici che inevitabilmente l’attuale pandemia da Coronavirus lascerà dietro di sé, quando e se si riuscirà a superarla. I suoi effetti sono paragonabili a quelli del secondo conflitto mondiale per portata e profondità, anche se, credo, questa volta l’impatto sull’economia e sugli stili di vita potrebbe essere ancora più profondo.

Alla fine dell’ultimo conflitto mondiale gli Stati Uniti, che avevano sconfitto il nazifascismo europeo profusero, sugli stessi paesi vinti, immani quantità di aiuti per permettere loro di risollevarsi. Oggi quei paesi, che in quella guerra economica indotta dalla globalizzazione sono usciti vincenti e segnatamente la Germania (che ha approfittato dell’ingabbiamento nel sistema della moneta unica di paesi che erano dei pericolosi concorrenti, quali l’Italia, per affermare una sua supremazia economica ed acquistare un peso preponderante all’interno della ormai degenerata, rispetto al sogno iniziale, Unione Europea),  recalcitrano agli inviti a far fronte comune contro la depressione che si annuncia.

Sembra quasi che dalle parti di Berlino abbiano continuato a covare, sotto traccia, residui tossici di una antico pangermanesimo col suo corollario di sete di supremazia e di potere. Come altrimenti interpretare le parole di Klaus Regling messo a capo del MES dalla cancelliera Angela Merkel, quando si lascia scappare frasi come: “L’italia e la Spagna devono mettersi in ginocchio se vogliono gli aiuti del MES?”. Frasi tardivamente smentite e si sa che le smentite servono solo ad avvalorare quanto accaduto. Insomma una Germania che ha tratto enormi vantaggi dalla adozione della moneta unica, a causa della quale invece l’Italia è stata notevolmente danneggiata, come è stata danneggiata dalle assurde politiche di austerità caldeggiate proprio da paesi come la Germania, ora si rifiuta di affrontare le conseguenze devastanti di una pandemia che non ha precedenti nella storia.

Dalle elitès economiche tedesche si sentono echeggiare frasi come: “No troika, no soldi.” Dove la troika è l’insieme di Commissione europea, Fondo monetario internazionale e BCE, i quali sono intervenuti nella crisi greca imponendo al paese prestiti a condizioni capestro. Condizioni che hanno ridotto la quasi totalità della popolazione sul lastrico ed hanno sottratto completamente ogni sovranità.

I migliori assets del paese sono stati venduti a prezzi di saldo agli stranieri e tra i partecipanti all’osceno banchetto non sono mancati gli stessi tedeschi. E quei degni eredi del Terzo Reich ancora intendono proseguire nella loro politica di austerity il cui fallimento è emerso, lampante a tutti, salvo che a loro. Eppure il ricordo della fine del nazismo nato ed alimentato nel loro paese alla fine del primo conflitto mondiale dovrebbe essere ancora vivo dalle parti di Berlino, ma sembra che quelle memorie non ispirino nulla agli ottusi custodi di teorie economiche superate dai fatti. Essi appaiono così ottusi da rifiutarsi di ragionare e, credo, che il loro rifiuto sia causato da un egoismo che fa schermo alla loro intelligenza. Quella loro ottusità e quell’egoismo ci condurranno al disastro.

La pandemia che poteva costituire lo choc necessario al cambiamento, sarà invece la causa di un disastro immane da cui difficilmente ci si potrà risollevare e quel che i nostri tetragoni germanici sembrano non capire è che in quel baratro saranno risucchiati anche loro. Possiamo sperare che anche se con ritardo una luce si accenda e che sgombri le loro menti? Spes ultima dea dicevano i nostri antichi padri.

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