Le vittime del Covid-19 saranno ricordate il 18 marzo di ogni anno

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Non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo.-(Isabel Allende)-

Ha giocato sull’effetto sorpresa il Coronavirus, testimone assoluto della questa primavera 2020. Ha denudato le falle della Sanità pubblica e ci ha fatto riflettere sul senso di precarietà della vita. Un qualcosa di invisibile e di non perfettamente conosciuto ha fatto brancolare nel buio medici e scienziati, mettendo in ginocchio un intero mondo. A noi il compito  di onorare le vittime, di piangere coloro che non ci sono più.

Il 18 marzo è il giorno scelto dalla Camera dei Deputati come Giornata in memoria delle vittime del Covid-19, al fine di conservarne il ricordo. 418 voti a favore, nessun contrario e tre astensioni ed il testo passa al Senato.

Il 18 marzo è il giorno in cui ci sono stati più decessi su scala nazionale, è il giorno che  evoca la percezione dell’emergenza e della tragedia attraverso le immagini, arrivate in ogni dove, dei camion militari a Bergamo che accompagnavano fuori città i primi feretri. Immagini strazianti e indimenticabili per tutti e soprattutto per i familiari delle vittime che non hanno potuto essere accanto ai loro cari nelle ore di dolore, nè tantomeno hanno potuto accompagnarli nell’ ultimo viaggio.

Nei luoghi pubblici e privati sarà osservato un minuto di silenzio per tutte le vittime. Lo Stato inoltre, con le Regioni, Le Province ed i Comuni potranno promuovere iniziative specifiche, cerimonie, manifestazioni pubbliche, incontri e momenti comuni di ricordo anche con il coinvolgimento delle scuole. La Rai assicurerà spazi televisivi nell’ambito della programmazione. Tutto per non dimenticare e lasciare alle giovani generazioni una memoria da tutelare affinchè sciagure simili non capitino più.

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