Le elezioni si avvicinano: come si vota e cosa propongono i partiti

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di Pierre De Filippo-

Manca poco alle elezioni politiche di domenica 25 settembre 2022.

Si vota per la prima volta in autunno e si vota, è bene ricordarlo, soltanto domenica e dalle 7 alle 23, poi inizierà lo spoglio e sapremo chi ha vinto e chi ha perso. Forse.

Innanzitutto, chi sono le forze in campo?

Principalmente quattro poli: quello di centrodestra a guida Meloni, quello di centrosinistra a guida Letta, il Terzo Polo di Calenda e Renzi ed il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte.

Accanto a loro tutta una serie di piccoli partiti che lottano per superare la soglia di sbarramento fissata a quota 3%: da Unione popolare di De Magistris, alla sinistra di tutti, a Italexit di Paragone, alla destra dello schieramento.

Cosa propongono i partiti e le coalizioni che si affrontano: la ricetta del centrodestra ricalca la sua storia: riduzione delle tasse (attraverso la flat tax), eliminazione della Fornero, contrasto all’immigrazione attraverso un blocco navale, ridiscussione delle regole europee (ed anche del PNRR). E costruzione del Ponte sullo Stretto, un vero evergreen.

Il centrosinistra si concentra sul sociale: maggiori tutele per i lavoratori, attraverso una mensilità in più che contrasti l’inflazione ed il caro bollette, tutela ambientale, maggiori diritti riconosciuti e garantiti.

E poi l’Atlantismo ed il sostegno agli ucraini contro Mosca.

Ma sulla politica estera, le due coalizioni sono spaccate: Letta e Meloni sono convinti fautori del sostegno, anche militare attraverso l’invio di armi, a Kiev, Fratoianni e Bonelli da una parte e Salvini e Berlusconi dall’altra, meno.

Il Terzo Polo si concentra sulle funzioni essenziali che lo Stato dovrebbe concretizzare: scuola, istruzione, formazione, sanità, sicurezza.

E poi sgravi fiscali per i giovani e per le imprese che investono, politiche energetiche realistiche che partano dalla realizzazione di termovalorizzatori e rigassificatori, contrasto all’evasione fiscale e riduzione degli sprechi nella spesa pubblica.

Il Movimento 5 Stelle, invece, ripropone i suoi cavalli di battaglia: Reddito di Cittadinanza, Ecobonus ed una politica estera di quasi equidistanza tra Washington, Mosca e Pechino.

Ecologisti, pacifisti e assistenzialisti. Come da tradizione.

Come si vota?

Il Rosatellum – che prende il nome da Ettore Rosato, suo genitore – è tutto fuorché semplice. Un misto tra sistema proporzionale e sistema maggioritario. Che detta così può significare tutto e niente. E allora procediamo per concetti.

Primo: non è ammesso il voto disgiunto: se si vota per il partito A si vota anche per il candidato collegato al partito A, e se si vota per il candidato A, si vota anche per il partito ad esso legato.

Secondo: a seguito della modifica costituzionale, da questa tornata elettorale i diciottenni voteranno anche per il Senato, a differenza che in passato.

La scheda per la Camera sarà rosa, quella per il Senato sarà gialla.

Ma che significa misto tra sistema maggioritario e sistema proporzionale?

Facciamo un esempio concreto: la provincia di Salerno è stata suddivisa in tre collegi uninominali – Scafati, Salerno ed Eboli. Ogni coalizione (o partito singolo, come nel caso del Movimento 5 Stelle o del Terzo Polo) esprime un candidato (perciò uninominale). Chi prende più voti, conquista il seggio.

La parte proporzionale, invece, è rappresentata da un listino di quattro nomi per ciascun partito, che tocca sia la provincia di Salerno che quella di Avellino. In proporzione appunto ai voti presi, e in base ai posti disponibili, i partiti meglio piazzati guadagneranno uno o più seggi.

L’astensionismo si prevede altissimo. Un male per la democrazia. Perché votare è sì un diritto ma è anche un dovere che ognuno di noi dovrebbe adempiere.

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