La pillola del Lunedì: L’ignoto e la morte.

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di Luigi D’aniello-

Anche questa pillola nasce da riflessioni fatte con carissimi amici in una bella serata di marzo.

L’uomo, fin dall’antichità di fronte all’enigma dell’universo e alla morte, ha da sempre manifestato un senso di smarrimento e di timore, esprimendo così la sua vulnerabilità e la sua ricerca interiore; sensazioni queste comuni a tutti coloro che si pongono domande sull’origine della vita, dell’universo e sulla destinazione finale.

Tuttavia, malgrado tutti gli sforzi compiuti, l’enigma rimane irrisolto, la sua complessità e vastità sono tali da sfuggire alla nostra piena comprensione e le infinite possibilità e incognite che esso racchiude ci lasciano con una sensazione di impotenza.

Infatti, la consapevolezza della morte non solo ci genera ansia, ma ci porta anche ad interrogarci sul senso della nostra esistenza e su cosa ci potrebbe essere oltre quest’ultima.

Comunque, questo fenomeno inevitabile della vita umana viene sempre affrontato in modo molto personale perché ognuno di noi ha la propria visione e interpretazione di essa, alimentata dalle proprie esperienze e credenze.

Malgrado la sua inevitabilità, ritengo che sia importante cercare di vivere la nostra vita al meglio e di apprezzare ogni momento che ci è stato dato. Ritengo, inoltre, che proprio nell’accettazione della ineluttabile fine della vita e dell’ignoto che essa comporta, si abbia la possibilità di trovare una prospettiva alla nostra esistenza. Accettare, infatti, la morte come parte integrante della vita e del ciclo naturale dell’universo, ci conduce ad una maggiore consapevolezza e ad una maggiore apertura nei confronti delle infinite possibilità che l’universo ci offre.

Solo abbracciando la complessità e la bellezza dell’universo con cuore aperto e mente disponibile potremo sperare di avvicinarci alla verità ultima che esso cela.

In ogni caso, la vita di tutti noi finisce sempre allo stesso modo, l’unica cosa che ci distingue l’uno dall’altro è solo come si è vissuto e che cosa si è fatto.

 

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