La Pillola del lunedì: L’indifferenza

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di Luigi D’Aniello-

Questa pillola nasce da una frase sull’indifferenza tratta dal monologo tenuto dal rapper napoletano Geolier,  alle Iene in cui dice “Il razzismo reale è l’indifferenza”.

Col passare degli anni stiamo diventando ogni giorno un po’ più indifferenti, apatici, insensibili, distaccati, privi di emozioni, disinteressati nei confronti delle questioni sociali con un atteggiamento distante e freddo. Pensiamo soprattutto a noi, chiusi nei nostri egoismi, il resto ci riguarda poco.

Quella solidarietà che era uno dei valori portanti delle generazioni che ci hanno preceduto, che è e dovrebbe essere un principio fondante della società contemporanea, previsto anche dalla Costituzione Italiana e dalle istituzioni internazionali, è ormai quasi del tutto scomparsa.

Quel sentimento di supporto e di condivisione delle difficoltà altrui oggi è sempre più soppiantato dall’indifferenza e dal disinteresse di fronte alle richieste degli altri.
Tendiamo ad osservare ogni cosa senza coinvolgimento e attenzione, facendo finta di non vedere e di non sentire.

Di fronte all’ambulante che cerca di venderci un paio di calzini o il pacchetto di fazzoletti, o al mendicante che al semaforo ci viene incontro chiedendo pochi spiccioli per comprarsi un panino, incuranti facciamo finta di non vederlo. Se sappiamo che una persona sta male o le viene fatto del male, se non ci appartiene, facciamo finta di nulla.

Eppure, interessarsi all’altro, essere solidale, è fondamentale per costruire comunità sane e forti. Inoltre, la solidarietà contribuisce a ridurre le disuguaglianze socio-economiche, facendo in modo che tutti abbiano una vita dignitosa.

Ma la solidarietà non deve riguardare solo le situazioni di emergenza o crisi come nel caso dell’alluvione in Emilia Romagna dove tutta la nazione è stata solidale con questa popolazione, essa deve essere un valore quotidiano da praticare in piccoli gesti di gentilezza e comprensione, perché anche un semplice sorriso o un gesto di aiuto può fare la differenza nella vita di qualcuno.

E la cosa che più mi rattrista non è tanto la cattiveria dei pochi ma proprio l’indifferenza dei molti perché non c’è cosa peggiore di coloro che di fronte alle difficoltà degli altri osservano senza fare nulla.

Comunque, l’indifferenza può essere superata se riusciamo a riflettere sui nostri atteggiamenti e a coltivare l’empatia verso gli altri. Solo così potremo costruire un mondo migliore, dove l’indifferenza non abbia più spazio e dove possiamo crescere insieme come comunità.
Il desiderio è metà della vita; l’indifferenza è già metà della morte (Khalil Gibran).

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