La gentilezza, un gesto rivoluzionario

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Questa estranea, non più di moda- di Claudia Izzo-

Siamo arrivati al punto che c’è bisogno di una giornata ad hoc per ricordarci di essere gentili con il prossimo. Con le parole, con i gesti. In un mondo pervaso da sentimenti di odio e di intolleranza dovremmo cominciare daccapo e capire cosa conta davvero nella vita. Ecco dunque la giornata che dovrebbe avere il potere di risvegliare le buone maniere, l’educazione forse, che un tempo era materia che s’insegnava nell’intimità delle famiglie. Con l’esempio.

Il World Kindness Day, se vogliamo permetterci anglicismi, è la giornata che affonda le sue radici in Giappone, grazie al Japan Small Kindness Moviment, fondato a Tokio nel 1998.  Proprio in un mondo in cui  l’empatia è diventata merce rara e si commettono gesti violenti, volgari, vigliacchi verso chi è più debole, solo, emarginato, o comunque si è irrispettosi verso chiunque,  la gentilezza diviene un gesto a dir poco rivoluzionario. La verità è che in questa società siamo messi male. Spesso sono proprio i genitori a non dare più esempi ed i ragazzi procedono senza argini in un mare magnum fatto di vuoto e di cose effimere. Vuoto di sentimenti, vuoto di calore, vuoto di valori. Ma in questo vuoto si finisce con l’affogare.Giovani e meno giovani. La gentilezza è materia che scarseggia a tutte le età.

“Ovunque vi sia un essere umano vi è la possibilità per una gentilezza” afferma Seneca. Ricordiamo che il filosofo, drammaturgo, politico romano, esponente dello stoicismo è nato nel 4 a.C. e morto nel 65 d.C., come dire che già a quei tempi, in tutti i tempi vi è stata la ricerca delle gentilezza.

Parliamo di rispetto verso il prossimo, della bellezza di quei piccoli gesti che piccoli non sono, della cura che rivolgiamo ad una persona altra da noi stessi, dell’ascolto che prestiamo alle parole altrui, così diffuse oggi, così tante, per lo più senza senso, vane. Parliamo dunque della cortesia e delle buone maniere, del rispetto per le esigenze, per i sentimenti altrui, di tutto ciò che fa definire una persona , una “bella persona”.

La gentilezza resta la lingua che il sordo ascolta e il cieco vede, come sosteneva Mark Twain e nasce  spesso con un sorriso. Ma ci fate caso che oggi la gente sorride poco, canta meno…?

“Grazie , prego, scusa, per favore…nel linguaggio corrente sono  parole démodé. Non c’è una moda per la gentilezza, questa non conosce collezioni superate.

La cosa più bella è che donando gesti gentili doniamo bellezza prima di tutto alla nostra anima, coloriamo quella dell’altro e rendiamo ogni giorno una primavera…

Spes ultima dea…

 

 

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