La Balena Blu, un “gioco” al massacro

0
211

Un incubo riuscito-

Pensando alla balena al massimo potrebbe venire in mente la fiaba di Pinocchio, qualcosa che ci riporti all’infanzia, al periodo in cui tutto è avvolto dalla magia. Oggi, parlando di balene il pensiero vola alla Blue Whale, che con le fiabe e la spensieratezza che dovrebbe accompagnare la crescita, proprio non ha nulla a che vedere. Le balene si spiaggiano e muoiono e così devono fare gli adolescenti, togliersi di mezzo in 50 giorni.

Credo davvero che dobbiamo cercare di capire dove stiamo sbagliando se l’assurdità di questo  “gioco” dell’orrore, è giunto a Sarno, poco tempo fa, portando un ragazzino di undici anni a cercare il tetto più alto della cittadina per lanciarsi nel vuoto.

Il gioco al massacro  famoso in tutto il mondo riesce, tra lo sbigottimento e la rabbia di tutti, a far breccia anche da noi, dunque, in un paese come Sarno; qui è il Teatro De Lise in piazza Cinque Maggio la struttura più alta e sono proprio le strutture più alte quelle da cui, secondo la Blue Whale, i ragazzi devono lanciarsi per concludere i 50 giorni di  50 regole pazzesche, degne del peggiore manuale dell’orrore.

Una sfida che nasce sui social e che dovrebbe concludersi con suicidi veri, dunque, una sfida rivolta ad adolescenti deboli ed insicuri pronti a dimostrare il loro valore ed il loro coraggio dando vita ad un iter di puro autolesionismo. I ragazzi, ingaggiati tramite i social da un “curatore” devono superare 50 prove, autoinfliggersi ferite, svegliarsi alle 4,20 per vedere video horror o ascoltare musica triste, camminare sull’orlo dei binari per immortalare il tutto con condivisioni online, giusto per citare qualche  gesto al limite, elencato tra i 50 da compiere. E poi, tagli alle braccia, disegnando una balena e post pubblicati in rete contrassegnati dall’hashtag  57.

Prove di coraggio documentate con gli smartphone e condivise in rete, perché oggi se non condividi in rete, non esisti. Il tutto nascerebbe in Russia dove si sono registrati una ventina di suicidi, uno dei “curatori” è stato arrestato, ma il tutto è da approfondire e da verificare, perché il mostro è creato e perché la rete crea anche emulazione. Intanto il sito ufficiale della Polizia di Stato invita a monitorare gli adolescenti, a non abbassare la guardia contro chi istiga i nostri figli all’autolesionismo e al suicidio. Ma poi mi chiedo cosa aveva in più quella parte di generazione anni ’70 che ha visto intorno a sé anche tanti mali, tanta droga, tanta violenza, ma è riuscita a trovare ideali e forza? Perché oggi i ragazzi sono così deboli? Perché gli adolescenti di oggi sono diventate balene pronte a spiaggiarsi, piccoli automi nelle mani di folli?

Claudia Izzo

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui