Intervista a Gaetano Genovese, primo meteorologo della provincia di Salerno

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-di Stella Di Candido-

Gaetano Genovese, neolaureato in scienze e tecnologie della navigazione presso l’Università Parthenope di Napoli, costituisce un valido esempio per le future generazioni interessate a sostenere una professione come quella del meteorologo, tanto attuale quanto affascinante.

Da poco hai terminato il tuo percorso formativo presso l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, cosa ti ha spinto ad intraprendere proprio questo genere di studi? Passione o voglia di emergere in un settore così singolare?

Ho scelto di intraprendere questo percorso dalle scuole medie, è un sogno che coltivo da quando ero piccolo, una forte passione verso l’atmosfera e i fenomeni meteorologici, ho avuto la fortuna di studiare a Napoli, una delle quattro Università, insieme a quella di Roma, Bologna e Trento che permette questo tipo di studi ed essendo di Fisciano per me è stata un grande vantaggio, ho cercato di coltivare questo sogno sin piccolo e di fare della mia passione un lavoro.

Sappiamo dai numerosi social ai quali sei iscritto che sei anche il direttore e redattore del sito web “Che Tempo Fa”, puoi parlarci di questo progetto? 

“Che tempo fa” è nato nel gennaio del 2017, come una mia iniziativa per informare il pubblico su questioni meteorologiche, poi durante gli anni si sono aggiunti altri colleghi dell’Università e altri amici non laureati, interessati alla materia. Il progetto è nato sostanzialmente per la voglia di comunicare in maniera corretta il meteo, infatti la mia idea era quella di fare chiarezza sulla questione “tempo atmosferico” e dare il giusto peso alle previsioni in Campania.

Da qualche anno inoltre sono impegnato in vari seminari, lezioni ed escursioni, anche sul nostro territorio, in particolare presso il Parco di Frassineto, per rendere più consapevoli tutte le persone che sono interessate a questo campo. Inoltre, cerco sempre di essere sempre molto attivo sui miei canali social, soprattutto attraverso dirette Facebook, sia personali che con enti pubblici e privati come “la protezione civile “e “L’Arpa” (agenzia regionale per la protezione dell’ambiente), dove cerco di dare maggiori informazioni su qualcosa che coinvolge tutti, perché credo che sia fondamentale, spiegare al grande pubblico, con parole appetibili fenomeni abbastanza complessi come quelli meteorologici. Come dico sempre cerco di farlo in maniera “POP”, cerco di catturare l’attenzione di coloro che mi seguono e allo stesso tempo di informarli correttamente. Questo, ha permesso di far crescere notevolmente la pagina Facebook, specialmente nel primo lockdown di marzo, attualmente la pagina conta 12.507 follower totali. Attualmente siamo sette nel divulgare le informazioni sul sito web. Tuttavia, voglio fare di più, infatti mi sto organizzando per aprire un canale su Twitch, una nuova piattaforma televisiva molto in voga negli ultimi anni. Quindi mi sento di dire che il progetto è in continua evoluzione.

Altro importante riferimento che mi sento di fare è quello del gruppo privato collegato alla pagina “IL CAFFÈ DEL METEOROLOGO”, che coinvolge un pubblico più di nicchia in quanto prettamente interessato a tutti i dati e le informazioni meteorologiche, quindi nel gruppo vi sono contenuti più riservati e strettamente connessi alla passione di coloro che ne fano parte. Inoltre, vengono promossi anche numerosi interventi, progetti e idee per l’istallazione di nuove stazioni meteorologiche da parte di privati, per quanto riguarda il monitoraggio del nostro territorio.

Secondo il tuo punto di vista, quanto influisce la propria origine e il proprio percorso di vita nella professione che hai scelto di praticare?

Sicuramente cercare di dovermi fare strada da solo, partendo da Gaiano, da un contesto molto piccolo, a 19 anni è stato difficile, questo soprattutto perché mi sono dovuto ambientare in una situazione opposta a quella che vivevo. Il primo impatto non è stato sicuramente positivo, perché sono sempre stato pendolare durante i miei anni scolastici e universitari, quindi ogni giorno avevo due ore di pullman da affrontare da Fisciano a Napoli, quindi, sicuramente, ho fatto molti sacrifici per arrivare dove sono oggi. Il fatto di vivere in collina però mi ha fatto avvicinare notevolmente alla disciplina, perché la mia zona era così interessante dal punto di vista meteorologico. Infatti, sin da ragazzo avevo un particolare passione per la stagione invernale e per l’osservazione di alcuni fenomeni quali la neve e la pioggia. Ed è proprio questo interesse che mi ha ulteriormente spronato nel percorso di studi che ho da poco concluso.

Sicuramente ad oggi posso dire che tutti i sacrifici e gli sforzi fatti sin da ragazzo mi sono serviti, posso dire che ne è valsa la pena. Consiglio a tutti i ragazzi che vogliono intraprendere una strada simile di iniziare a prescindere dalla propria origine e dal proprio percorso di studi precedentemente svolto, io sicuramente sono stato molto più agevolato avendo frequentato l’Istituto Tecnico Tecnologico Basilio Focaccia di Salerno, che mi ha permesso di avere un eccellente conoscenza nelle materie scientifiche come la fisica e la matematica, che sono alla base della meteorologia.

In questo periodo scuole e università hanno attivato percorsi di Didattica a Distanza: credi che questo sia il futuro o soltanto un intermezzo, in attesa di tempi migliori?

Io spero che sia un intermezzo, studiare a distanza per le materie scientifiche è ancora più complesso, specie per un percorso laboratoriale come il mio, perché si va perdere tantissimo nella formazione pratica e diventa sempre più difficile sostenere la passione e la voglia dei ragazzi che si dedicano a queste discipline. Credo infatti che il fatto di stare insieme in un’aula e confrontarsi è fondamentale, serve più questo che seguire teoricamente le lezioni. Ciò di cui si nutre questa materia è proprio il confronto tra i colleghi e io in primis pre-pandemia avevo un gruppo di studi con il quale studiavo e lavoravo allo stesso tempo dalle nove del mattino fino alle sei del pomeriggio nelle aule universitarie. Ragion per cui sostengo che dal punto di vista umano il calore dell’ambiente accademico è insostituibile, non se ne può fare a meno. Soprattutto perché ho vissuto personalmente il disagio di laurearmi in modalità “DAD” e non è stato bello, anzi molto triste perché non ho potuto godere a pieno della realizzazione di questo obiettivo.

L’Università prepara realmente i ragazzi ad affrontare il nuovo mondo del lavoro?

Io sono stato fortunatissimo, perché il mio dipartimento da qualche anno ha sviluppato notevolmente l’offerta formativa infatti, oltre al tirocinio obbligatorio, è stato attivato un ulteriore tirocinio di un anno che forma lo studente in meteorologia e nelle previsioni del tempo, tutti gli studenti della magistrale sono stati caldamente invitati a partecipare, in quanto tutti coloro che ne partecipano vengono seguiti passo dopo passo da un team di tre docenti, nella loro esperienza lavorativa e didattica, in questo settore.

Per quanto riguarda la mia esperienza si, posso affermare con certezza che prepara i giovani studenti per il mondo del lavoro, grazie anche ad un diverso approccio degli insegnati nei confronti dei loro studenti, molto più disponibili e aperti alle interazioni, magari altre università sono meno pratiche e più teoriche.

Quale sarà il tuo prossimo traguardo da raggiungere?

Il mio prossimo traguardo è iniziare a lavorare. Ho fatto alcuni colloqui e sto aspettando varie risposte. Sicuramente la mia missione oggi è quella di essere un portavoce di corrette informazioni meteorologiche nel territorio Campano, perché credo che solo conoscendo determinate informazioni si possono evitare molte tragedie come quelle causate dalle allerte meteo nelle varie province del territorio. Voglio diffondere il messaggio che sin dalle scuole elementari è importante dedicarsi a materie come l’Educazione Civica, perché essa ci fornisce le giuste nozioni di base per comprendere come dovremmo comportarci in situazioni di pericolo o di emergenza. Rendere quindi tutti più consapevoli di ciò che non solo si conosce sui fenomeni atmosferici ma anche su ciò che si legge, questo perché spesso molte informazioni vengono gestite dalla tv, dalle pagine social e dalle altre piattaforme digitali in maniera erronea, boicottando quella che è la corretta gestione di questi contenuti di dominio pubblico.

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