India: la verità sulla morte dell’elefantessa incinta

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Di sito in sito è stata pubblicata, anche in Italia,  la notizia della giovane elefantessa incinta, morta per mano degli uomini che le avrebbero dato in pasto un’ananas piena di petardi che esplodendo, avrebbero ucciso lei ed il piccolo che portava in grembo.

La storia sarebbe andata diversamente.

Così come riporta India.com, l’elefantessa è morta a  Palakkad e non a Malappuram e bisogna  capire che non c’è usanza in India di dar da mangiare  agli elefanti che, per giunta sono molto rispettati dalla popolazione locale. Venerdì scorso la polizia indiana ha identificato un agricoltore di 35 anni che avrebbe preparato il frutto esplosivo, ananas o noce di cocco, trappola comune inventata dai contadini del posto, concepita per evitare l’assalto dei cinghiali alle coltivazioni.

Dunque non si tratterebbe di un gesto intenzionale di crudeltà contro l’elefantessa. Non viene certo minimizzata la storia, ma almeno si sono capite le reali responsabilità ed intenzioni dell’uomo.

L’elefantessa mangiando l’esca che le è esplosa letteralmente in bocca, sarebbe stata vittima di gravissime ferite non subito mortali. Dalle guardie forestali, intanto è emersa una verità ancora più penosa: le gravi ferite avrebbero fatto sì che l’elefantessa non abbia potuto alimentarsi per circa quindici giorni. Poi la terribile infezione ha portato l’elefantessa a vagare in preda ai dolori per trovare poi la morte nel torrente Velliyar, proprio dove aveva cercato sollievo.

All’uomo incriminato sono state confermate due settimane di custodia cautelare mentre si cercano gli altri complici, un padre ed un figlio.

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