Il sospetto. Come ci sta cambiando il virus

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Che tempi stiamo vivendo! Sabato mattina, invogliato dal sole che riscaldava il mio balcone, ho deciso di uscire per fare una passeggiata. Per qualche ora vorrei trascorrere del tempo senza pensare al Covid. Anzi ne approfitto anche per comprare qualcosa che non sia la solita e frugale spesa alimentare.

A dire il vero nella mia mente si affollavano tanti pensieri sulle tante cose che avrei voluto fare ed ero effettivamente un po’ sopraffatto dalle idee. “Vado a trovare Emma, la mia nipotina, e poi vado a comprare quella camicia che avevo adocchiato la settimana scorsa e poi…” poi mi sono detto no, stamattina giro per la mia città, Napoli, con il naso per aria, come se fossi un turista. Del resto, capita spesso che in certe zone che conosci bene non ci vai per mesi e quando lo fai ti accorgi di qualche cambiamento interessante. “Si, oggi farò il turista, ho deciso!”.

Scelgo di percorrere il centro storico per arrivare a San Gregorio Armeno, la strada dei pastori. Penso di fermarmi a prendere un caffè in uno storico bar, ma non lo faccio, lo sguardo mi porta altrove.

Procedo e mi ritrovo a Piazzetta Nilo tra Piazza San Domenico Maggiore e Largo Corpo di Napoli. Soliti negozi di souvenir e solite bancarelle dal sapore hippie/vintage. Una di queste attira la mia attenzione, mi incuriosisce, vende lettere in legno di quelle utilizzate in tipografia prima dell’avvento dei computer. Belle, mi piacerebbe avere una composizione di quelle lettere da incorniciare come testimonianza di un mestiere e di una tecnica ormai in via di estinzione. Vorrei vedere da vicino quegli oggetti, sto per fermarmi, ma ancora una volta declino e proseguo.

Arrivo finalmente nella via dei Pastori e con mia grande sorpresa la trovo deserta. Certo, siamo ancora lontani dal periodo natalizio durante il quale, in tempi senza Covid, in questa strada si cammina facendo a gomitate, ma mai mi era capitato di vederla cosi vuota. Le persone hanno paura e cominciano ad evitare tutto ciò che non è necessario.

Si è fatto tardi e mi viene fame. Una pizza o un piatto della tradizione li trovi ad ogni angolo nel centro storico di Napoli. E vada per la pizza. Ma qualcosa mi ferma, un pensiero sinistro smorza l’entusiasmo del momento.  È il sospetto. Faccio bene ad entrare? Sarò al sicuro mentre mangio la mia pizza? Rifletto e penso alle mie piccole rinunce della mattinata. Il mancato caffè al bar, la mancata sosta alla bancarella delle lettere e infine la decisione di tornare a casa senza mangiare la pizza. E questa doveva essere la mia passeggiata senza Covid. No, non ci sono riuscito, mi sono illuso di pensare ad altro, ma il sospetto è già radicato in me e mi ha pesantemente condizionato. E lo farà ancora perché tornerà sicuramente a farsi vivo quando mi andrà di incontrare amici e addirittura i miei stessi parenti. Andrà tutto bene, dicevamo tutti alcuni mesi fa, ma per il momento stiamo ancora vivendo una situazione difficile e le nostre vite sono già cambiate. Non sono più sicuro che andrà tutto bene. Spero di sbagliarmi.

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