Il mondo sarà più grigio senza Riccardo Dalisi

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La chiesa di San Francesco al Vomero era pienissima. Fuori il mare ad accogliere i pensieri; si vedeva nitidamente Capri, quell’isola che Riccardo Dalisi amava osservare prima di recarsi la mattina al suo studio. Proprio dal Golfo di Napoli avrebbe tratto ispirazione per i suoi mille progetti.

“Ha giocato bene il suo tempo” ha detto il parroco durante l’omelia, ed aveva ragione. Dalisi ha giocato bene il suo tempo ed ha giocato con il tempo stesso perchè ha mantenuto intatta la sua voglia di scoprire, la sua indomabile sete di conoscenza, il suo modo giocoso di accostarsi alla realtà. Complice il suo sguardo pieno di incanto.

Napoli da ieri è più vuota dentro, ha perso la creatività, il genio, la poesia di Riccardo Dalisi.

E’ dura oggi, com’è dura continuare quando sai che una persona perbene, che tanto ha dato in termini professionali ed umani, non è più qui. Mi mancheranno gli incontri al suo studio, il suo modo di canzonare il mondo, la sua giocosità di creare, anche attraverso una macchia di caffè caduta per sbaglio su un foglio.

Ricorderemo il professore, l’architetto, il desiger, lo scultore, l’artista, l’uomo ricco di poesia, di progetti che, con i suoi lineamenti bonari, viveva regalando sogni e concretizzandone tanti. Perchè lo studio storico di Dalisi in via Calata San Francesco è stata una vera fucìna di architetti, designer ed intellettuali, con le sue pareti stracolme da cui facevano capolino, da cielo a terra, caffettiere umanizzate, pinocchi, stelle, armature, profili…

Sarà sempre ricordato per le opere di riqualificazione al Rione Traiano, a Napoli, lui, allievo di Della Sala, si che si dedicò poi anche al Rione Sanità coinvolgendo i giovani del rione e dell’iistituto penale per i minorenni di Nisida, unendo ricerca e didattica attraverso l’utiizzo di materiali poveri quali la latta, il ferro, l’ottone.

Due i Compassi d’Oro alla carriera, nel 1981 per la ricerca sulla caffettiera napoletana e nel 2014 per l’impegno nel sociale; è uno dei fondatori del movimento dei Global Tools; è lui che ci fa conoscere i lattonai di Rua Catalana realizzando proprio in questa strada, opere d’arte con materiali poveri; è lui che crea forme commercializzate da Alessi, Munari,Kleis, Baleri, Rex, Fiat, Ritzenhoff, solo per citare alcuni brand. E’ lui che espone nel mondo, da Parigi a Berlino, da New York a Seul; è il Centre Pompidou di Parigi, tempio dell’arte moderna e contemporanea, ad ospitarne una mostra permanente.

Anche a Salerno Dalisi ha lasciato le sue impronte, a Piazza Flavio Gioia e nel centro storico per coloro che avranno l’occhio di riconoscerne lo stile. Ovunque nel mondo Dalisi ha lascato le sue tracce in un girotondo di emozioni, sempre un passo avanti, sempre rivoluzionario. E proprio a Salerno gli sarebbe piaciuto tornare a realizzare qualche opera, perchè diceva che a Salerno si sentiva a casa.

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