Il Covid-19 svela anche tempi remoti

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-di Denata Ndreca-

Un tonno si volteggia in acqua a pochi metri dalla Spiaggia Grande di Positano.

Sembra che la natura si stia riprendendo i suoi spazi, anche se, in Costiera Amalfitana, nel bel mezzo del lusso sfrenato, vi sono luoghi dove la natura è rimasta com’era, luoghi dove i bambini giocano nascondendosi nelle grotte come quella della Spiaggia di Marinella, raccontando le storie di Aniello.

Di lui ricordo il colore bianco dei capelli, un bianco – schiuma di mare, un bianco – sale. Quel poco che basta per riportarmi indietro un altro mito: Gioacchino Cataldo, il pescatore dei tonni, soprannominato Nettuno, il “rais” sulla terra e sul mare, L’ultimo Rais di Favignana, quello che avevo conosciuto tramite le pagine del libro di Massimiliano Scudeletti, dedicato proprio a lui, edito da Bonfirraro.

Un libro dove la preistoria ed il futuro si uniscono; generazioni che forse si sono vendute, il mondo arabo e quello siciliano che si mescolano in quel Mediterraneo di battaglie, ma anche di scambi e di scelte di campo, di tempo. Uomini che temono solo il mare e ritornano per non dimenticare le tradizioni, calando le tonnare, lasciando che i tonni finiscano il loro viaggio, aspettandoli al termine, a differenza di chi li uccide all’inizio. Uomini coscienti di essere reclusi, perché basta un odore di donna e il sangue gli diventa bollente, reclusi proprio da quelle donne che non devono aprire bocca, e salutano gli uomini porgendo un caffè, voltandosi in fretta per non mostrare la maschera della preoccupazione.

Ma, la vede la trappola il tonno? No, ma la sente sulla pelle così come senti quest’isola che pensi di conoscere e invece non è altro che una trappola di cocco che porta verso un tappeto intrecciato di fiori. Quel tappeto ti tirerà fuori dall’acqua e soffocherai. Qui niente può essere cambiato: da ciò che sei a quello che diventerai, tutto è scritto e per tutto il tempo sarai guardato a vista. Non è il carcere la sola prigione: è anche quest’isola dove noi ci facciamo da guardie gli uni con gli altri.

E noi la vediamo la trappola? Riusciremo a finire il nostro viaggio?

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