Il Coronavirus ha strappato alla vita Luis Sepùlveda, attivista e scrittore cileno

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STORIA DI UNA GABBIANELLA E DEL GATTO ….

Ora volerai. Fortunata. Respira. Senti la pioggia. E’ acqua. nella tua vita avrai molti motivi per essere felice, uno di questi si chiama acqua, un altro si chiama vento, un altro ancora si chiama sole e arriva sempre come ricompensa dopo la pioggia. Senti la pioggia. Apri le ali…. Sull’orlo del baratro ho capito la cosa più importante , miagolò Zorba…-ah sì? E cosa ha capito? chiese l’umano. – Che  vola solo chi osa farlo-miagolò Zorba.” Chi non ricorda la grazia e la profondità delle pagine di Storia di una Gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepùlveda?

Alla fine l’attivista, lo scrittore giornalista, sceneggiatore, poeta, regista cileno non ce l’ha fatta, anche se ha lottato com’era solito fare. La sua ultima battaglia contro il Coronavirus l’ha persa oggi, ma il suo nemico era troppo insidioso, aggressivo, vile al punto tale da non mostrare neanche il volto.

Luis Sepùlveda era nato per altre battaglie, quelle che si combattono contro un nemico che si guarda negli occhi e che si affronta a qualsiasi costo. Tante le caratteristiche di quest’anima ribelle: i tratti cileni evidenti, un coraggio da vendere, l’amore per i romanzi d’avventura inculcato dallo zio anch’egli anarchico, tre matrimoni di cui due con la stessa donna, il suo essere sempre controcorrente fin dal periodo russo quando fu espulso dall’Università di Mosca secondo alcuni per “atteggiamenti contrari alla morale proletaria”, a causa dei contatti con alcuni dissidenti. Due anni e mezzo trascorsi in carcere,  Luis Sepùlveda Calfucura dopo il colpo di Stato militare di Pinochet fu infatti arrestato e torturato per essere liberato solo grazie alle pressioni di Amnessty International e per  essere nuovamente  arrestato per aver fatto teatro ispirandosi alle sue convinzioni politiche. Questa volta la sua popolarità fece sì che la giunta militare, la stessa che fu responsabile del dramma dei desaparecidos cileni, lo processasse condannandolo all’ergastolo. Da tutto ciò fu salvato ancora una volta da Amnesty International con pena commutata in otto anni d’esilio.

Lasciato il Cile l’attivista andò in Svezia dove il Governo gli aveva concesso l’asilo politico ma al primo scalo, a Buenos Aires, Sepulveda scappò  per raggiungere i suoi amici argentini e uruguaiani ma molti erano in prigione o uccisi dai governi dittatoriali di quei Paesi così raggiunse il Brasile poi il Paraguay da dove dovette allontanarsi per problemi sorti con il governo locale. Visse in Equador dove partecipò ad una spedizione UNESCO dedicandosi allo studio sugli Indios Shuar ed all’impatto delle civiltà su di loro. Nel 1978 si unì alle Brigate Internazionali di Simo Bolivar che combattevano in Nicaragua. Dopo si diresse in Europa stabilendosi ad Amburgo per il suo amore per la letteratura tedesca. Qui lavorò come giornalista fino a spostarsi in Francia dove prese la cittadinanza. Membro di equipaggio sulle navi Greenpace condividendo le idee dell’organizzazione ecologista, si trasferì poi in Spagna. Conquistata la scena letteraria con il suo primo romanzo Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, uscito in Spagna nel 1989 e in Italia nel 1993 ha continuato ad appassionare il suo pubblico con i suoi romanzi tra cui ricordiamo Il vecchio che leggeva romanzi d’amore (1989), – Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare (1996), Diario di un killer sentimentale (1996),- Incontro d’amore in un paese in guerra (1997) – Raccontare, resistere. Conversazioni con Bruno Arpaia(2002)   – Una sporca storia (Moleskine, apuntes y reflexiones) (2004),  Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza (2013)…

E’ morto un guerriero che ci lascia la sua eredità di coraggio e di profondità, arricchendoci per sempre.

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