Il caso della giornalista Greta Beccaglia: la violenza non è una burla

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-di Clelia Pistillo-

Qualche giorno fa un uomo di Ancona di quarantacinque anni, all’uscita dello stadio di Empoli, è stato ripreso dalle telecamere nell’atto di palpeggiare la giornalista  fiorentina, Greta Beccaglia, collegata in diretta con una tv regionale. Dallo studio, nel frattempo, il conduttore invitava la giornalista a non prendersela.

Nei giorni seguenti l’uomo é stato presto identificato. Si tratta di un ristoratore marchigiano, Andrea Serrani, di 45 anni che ha cercato di difendersi definendo il suo gesto una “goliardata”, appellandosi alla sue qualità di buon genitore e di grande lavoratore, come se ciò potesse rendere meno grave in qualche modo l’entità della violenza subita dalla giornalista.
Il tifoso viola è stato raggiunto da un DASPO di tre anni che vuol dire che non potrà assistere a manifestazioni sportive ed è  stato denunciato dalla giornalista. Ora è indagato per il reato di violenza sessuale per cui il Codice Penale, ricordiamolo, prevede da sei a dodici anni. Inoltre, per sottrarsi alla pressione dei giornalisti e dell’opinione pubblica si è trasferito in un’altra abitazione con la sua compagna e la figlia piccola. D’altro canto, la giornalista Beccaglia delle scuse, fa sapere che, non sa davvero cosa farsene.
Non ci sono scusanti per un simile atto che costituisce reato e come tale va perseguito. Allo stesso modo va condannato ogni tentativo di sminuire l’accaduto.
La tendenza a derubricare gli episodi di violenza verso le donne a “semplici bravate” è solo un’ altra faccia dello stesso problema. Si rischia in questo modo di normalizzare e giustificare ciò che giusto non è.
Il maschilismo, che con le sue mille sfumature non è sempre facilmente riconoscibile, va contrastato principalmente attraverso un’azione culturale, educativa, al fine di acquisire una diversa consapevolezza.
Bisogna parlarne, tenere sempre acceso un faro sul tema, stigmatizzando e denunciando (se si può) gesti riprovevoli come quello subito giornalista alla quale va la piena e totale solidarietà.
 
 

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