Homo homini lupus

0
103
Europa Europe 3D EU Karte Europakarte Europäische Gemeinschaft Sterne blau Collage European Parliament

di Giuseppe Esposito-

L’unico aggettivo con cui definire la nuova conferenza dell’Eurogruppo tenuta ieri: scandalosa. L’incontro è avvenuto due settimane dopo quello precedente, concluso anch’esso con un nulla di fatto. Due settimane, era questo  il tempo in cui i vari stati avrebbero dovuto elaborare nuove proposto sugli strumenti da adoperare per far fronte ai danni provocati dalla pandemia in atto ed invece ognuno è fermo sulle sue precedenti posizioni.

Anche questa volta la conferenza è stata sospesa nell’impossibilità di trovare una posizione comune. Mentre le morti aumentano e l’economia precipita gli Stati del nord Europa continuano a mostrare la loro totale indifferenza verso la tragedia in cui il mondo intero sembra precipitare. Olanda, Germania e Finlandia hanno ribadito il loro no alla emissione di eurobond e il loro si al ricorso al MES.  La cesura dunque si conferma ed anzi il solco tra i due fronti sembra diventare sempre più profondo. Non si comprende come gli stati del nord che, a parte la Germania, sono numericamente trascurabili, possano essere così tetragoni di fronte al concetto che le spese da affrontare per limitare i danni arrecati del Coronavirus rappresentano una eccezione che nulla ha da spartire con la gestione ordinaria dei bilanci statali.

Una posizione così tetragona appare ai più incomprensibile o forse, si spiega solo col tentativo meschino di voler replicare quanto accaduto con la Grecia: spingere i Paesi del sud al default per poter poi pasteggiare con le loro spoglie.

La parola solidarietà sembra che non trovi nessun corrispondente nelle lingua germaniche o scandinave. Il disegno di quei Paesi appare sempre più chiaro, si tratta di una vera e propria guerra dichiarata a quelli che dovrebbero essere loro partner in questa Europa che sembra essere sempre più lontana da quella sognati dai fondatori. Quella dei Paesi nordici è una vera aggressione ed un tentativo di assoggettamento dei Paesi mediterranei. Essi ci stanno spingendo verso la trappola preparata proprio da loro e che, non senza ironia,  hanno chiamato MES, ovvero Meccanismo Europeo Salvastati.

Li si può immaginare a fregarsi le mani in attesa che le prede cadano nella tagliola. E per amor di chiarezza sarà bene ripetere a noi stessi in che consiste il pericolo di un meccanismo come il MES. Una delle condizioni, alle quali un Paese può accedere ai finanziamenti previsti in quel meccanismo infernale, è costituita dall’obbligo di ristrutturazione del proprio debito pubblico. Ora cosa significa ristrutturazione del debito? Significa che tagliare il valore dei Titoli di Stato. Chiunque, dunque, sia in possesso di quei titoli accuserebbe una perdita netta del proprio risparmio investito in quei titoli.

Il risparmio degli italiani è dunque esposto ad un serio rischio, ma non finisce qui. Infatti la ristrutturazione del debito sarebbe letta dai mercati come un principio di insolvenza e ci scatenerebbero contro una guerra finanziaria che farebbe schizzare lo spread a livelli stratosferici. Per questo la necessità di interventi tesi a limitare i danni dovuti al Coronavirus dovrebbe essere considerata spesa eccezionale e finanziata in maniera solidale. Invece sembra che questa crisi sia vista da Paesi quali Germania e Olanda come l’occasione di liberarsi di fastidiosi concorrenti ed atterrare definitivamente le loro economie.

Insomma, lo scenario che hanno apparecchiato non è altro che una replica di quello già messo in atto con la Grecia. Ora questo atteggiamento non può essere letto diversamente  da una certificazione del fallimento di questa UE in cui Paesi che dall’euro hanno tratto vantaggio hanno scatenato una strafexpedition contro quelli cui l’euro ha arrecato solo danni.

La pandemia è stato dunque nient’altro che il catalizzatore che ha messo in evidenza l’impossibilità di sopravvivenza di una costruzione in cui visioni diametralmente opposte possano continuare a convivere. Quelli che si aggirano nel recinto europeo non sono partners ma competitori in una arena gladiatoria. O forse meglio si può descrivere la situazione come la dimostrazione plastica delle parole di Tommaso Hobbes: “Homo homini lupus.” Questa Europa è forse giunta al capolinea ma, i Paesi il cui egoismo rifulge in questi giorni non si sono resi conto che il crollo di un Paese come il nostro trascinerà nel baratro anche loro. Perché, anche se duole dirlo, il peso dell’Italia nel mercato tanto caro ai tedeschi, non è certo paragonabile a quello della Grecia. Pertanto l’insistenza degli euroegoisti potrebbe equivalere al muoia sansone con tutti i filistei.

 Un suicidio collettivo causato dalla miopia dovuta alla ingordigia del denaro.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui